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Iran, no a bombardamenti in Siria

© REUTERS / Carlo Allegri Il presidente iraniano Hassan Rouhani
Il presidente iraniano Hassan Rouhani - Sputnik Italia
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Necessario collaborazione alla pari tra Paesi che comprenda l'attuale governo siriano. Sinora all'Isis è stato permesso di esportare il greggio estratto dai pozzi conquistati e “tale situazione mette in discussione l'onestà della lotta contro il terrorismo” secondo il presidente iraniano Rohani.

Bombardamenti e attacchi aerei non sono i modi più efficaci per combattere il terrorismo. Lo ha detto ieri il presidente iraniano Hassan Rohani, intervenendo a New York a un think tank a cui hanno partecipato diversi esponenti di organizzazioni statunitensi. In questi giorni il capo dello stato iraniano è negli Usa per partecipare all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa iraniana Irna, il presidente Rohani ha sottolineato che le azioni condotte dalla coalizione internazionale a guida statunitense contro lo stato islamico hanno di fatto intensificato la violenza nella regione mediorientale.

"Non è possibile combattere i terroristi solo con gli attacchi aerei, l'unico modo per contrastarli è affrontarli faccia a faccia", ha precisato Rohani.

Secondo il leader iraniano tutto il mondo crede nella necessità di un programma di lotta contro il terrorismo, ma ogni Paese ha purtroppo le sue tattiche e i suoi interessi per risolvere il problema. Per  Rohani il primo passo per ottenere risultati concreti è l'avvio di riforme politiche nella regione dilaniata dalla guerra.

"Le grandi potenze hanno la capacità d'impedire all'Iran di vendere il suo petrolio, ma ciò non accade per lo Stato islamico che ha ormai conquistato due terzi della Siria ed esporta il greggio estratto dai pozzi conquistati e tale situazione mette in discussione l'onestà della lotta contro il terrorismo", ha fatto notare il presidente iraniano.

Rohani ha inoltre precisato: "Finchè lo Stato islamico uccideva persone in Iraq e Siria non era non minaccia, ma ora costituisce un pericolo per i Paesi europei che saranno costretti a contrastare il terrorismo". Il capo dello stato ha inoltre dichiarato che "l'Iran è pronto a cooperare con qualsiasi il Paese nella lotta contro i terroristi", ma ha puntualizzato che in Siria qualsiasi misura dovrebbe essere coordinata con il governo locale che dovrebbe essere il principale interlocutore per i Paesi impegnati nei bombardamenti e nel contrasto allo Stato islamico.

Nel suo discorso il presidente iraniano ha inoltre presentato l'accordo sul nucleare iraniano firmato lo scorso 14 luglio a Vienna, come un esempio della possibilità di risolvere i problemi attraverso il dialogo e il rispetto degli interessi di tutte le parti. Per Rohani, "l'accordo è stato un importante passo avanti per il mondo e il piano di azione globale è segno di speranza a livello globale".

Il presidente ha inoltre sottolineato come la risoluzione dei problemi sia possibile solo con colloqui alla pari fra i Paesi, mentre qualsiasi trattativa sbilanciata non sarà mai sostenibile. 

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