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Migranti, Alfano: Europa ci ha dato ragione

© AFP 2021 / Georges GobetIl Ministro degli Interni Angelino Alfano
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Il commento del ministro degli Interni italiano dopo le decisioni prese a Bruxelles negli ultimi due giorni: otto giorni fa nessuno ci credeva.

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Migranti, piccolo passo in avanti dell'UE
Dopo il raggiungimento dell'obiettivo del ricollocamento di 120mila rifugiati, che verranno distribuiti per quote obbligatorie tra gli Stati membri, l'Europa ha dato ieri ragione all'Italia, con l'approvazione delle ulteriori misure su rimpatri e hotspots.

E' questa l'opinione del ministro degli Interni italiano Angelino Alfano, presente martedì a Bruxelles dove, lasciando il vertice UE con i suoi omologhi aveva parlato di decisione a cui "otto giorni fa non ci avrebbe creduto nessuno".

Oggi, con un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, il titolare del Viminale ha commentato le deliberazioni arrivate ieri dal Consiglio Europeo, accogliendo con soddisfazione la strada intrapresa, avvertendo della necessità di un intervento ancora più significativo in materia di rimpatri e rivendicando al contempo il ruolo italiano nella partita giocata a Bruxelles.

"Avevamo visto giusto, avevamo visto lungo, avevamo visto prima sia dei singoli partner continentali che della stessa Unione. Una nota amara: ha capito tardi, l'Europa; ha deciso tardi".

Il riferimento è alle stragi consumatesi in questi anni nel Mediterraneo, a partire da quella di Lampedusa del 2013 in cui morirono oltre 300  migranti e su cui, ricorda amaramente il ministro, l'Italia ha agito da sola.

Ora che le prime soluzioni sono state deliberate, nel parere di Alfano è necessario che l'Europa prosegua la sua politica di gestione unitaria dei fenomeni migratori, rilanciando subito su un argomento delicato e complesso, quello dei rimpatri dei migranti irregolari.

"Ora che la ragione ci è stata riconosciuta — ha dichiarato il ministro al Corsera — si apre un'altra sfida per l'Europa: quella di rimpatriare gli irregolari, sottoscrivendo accordi di riammissione con i Paesi africani da cui partono, incentivandoli economicamente, condizionando i finanziamenti della cooperazione con l'Africa alla collaborazione di questi Paesi nelle operazioni di rimpatrio". 

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