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Migranti, OCSE: In Europa 1 milione di rifugiati nel 2015

© AP Photo / Darko VojinovicMigranti attraversano il confine con Ungheria dalla Serbia
Migranti attraversano il confine con Ungheria dalla Serbia - Sputnik Italia
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Alla vigilia dell'importante vertice UE di domani, l'organizzazione parigina diffonde le stime sulle richieste di asilo per l'anno in corso: costi umani spaventosi ed inaccettabili. Sale la tensione tra Croazia e Serbia per i confini chiusi da Zagabria.

Migranti in Slovenia - Sputnik Italia
Solidarietà di Ue verso Slovenia e Croazia nella gestione dei migranti
A poche ore dall'attesissimo Consiglio UE straordinario, in cui gli Stati membri sono chiamati a trovare una soluzione all'impasse creatasi nelle ultime settimane ai confini europei a causa dell'eccezionale flusso di migranti, diffuse le stime dell'OCSE sui rifugiati in Europa per il 2015.

Alla fine di quest'anno, secondo i dati diffusi dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo, saranno fino a 1 milione le persone che avranno presentato richiesta di asilo politico, una cifra definita nel documento senza precedenti, e 450mila quelle che verranno presumibilmente assorbite. 

"L'attuale crisi umanitaria è senza precedenti, i costi umani sono spaventosi e inaccettabili".

Così l'OCSE in apertura al rapporto sulle prospettive migratorie in Europa, presentato oggi a Parigi. Poi l'appello da parte del Segretario Generale dell'organizzazione, Angel Gurria, alle leadership europee affinchè rafforzino il proprio impegno per far emergere "un'Europa più forte sul piano politico, sociale ed economico nel suo complesso".

Intanto cresce la tensione al confine serbo-croato. Zagabria ha chiuso ieri il valico di Batrovic-Bajakov, l'ultimo rimasto aperto degli 8 totali, accusando la Serbia di smistare verso la Croazia il traffico di migranti proveniente da sud. File chilometriche di camion pesanti si stanno ammassando in queste ore al confine, considerato strategico perché posto lungo l'autostrada che collega Zagabria a Belgrado e rappresenta un punto di snodo nevralgico del traffico merci verso l'Europa Centrale.

Il governo serbo, che si riunirà oggi pomeriggio per una seduta straordinaria, ha protestato per la decisione, arrivando a minacciare contromisure e sostenendo che le azioni di Zagabria sono in netto contrasto con l'accordo di associazione e stabilizzazione siglato dalla Serbia con L'UE. 

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