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Profughi, “Paesi della UE viaggiano sullo stesso treno ma in scomparti diversi”

© AP Photo / Marko DrobnjakovicProfughi siriani a Budapest verso Germania e Austria
Profughi siriani a Budapest verso Germania e Austria - Sputnik Italia
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Il politico ungherese Gabor Fodor ritiene che il problema più grande nel superare la crisi dei profughi risieda nella frammentarietà dell'Europa su questo tema.

L'attuale crisi migratoria ha messo in evidenza le significative contraddizioni tra i Paesi dell'Unione Europea, non capaci di coordinare le loro azioni, ha affermato in un'intervista con "RIA Novosti" l'influente politico ungherese Gabor Fodor, uno dei fondatori del partito di governo "Fidesz", ora leader del Partito Liberale e deputato.

Nella giornata di ieri la Germania, che in precedenza aveva fatto sapere di essere disposta ad accogliere 500mila profughi, improvvisamente ha annunciato la sospensione di Schengen e la ripresa del controllo dei passaporti al confine con l'Austria, da dove proviene il principale afflusso di migranti. Allo stesso tempo a partire dalla mezzanotte di oggi in Ungheria entrerà in vigore un nuovo pacchetto di leggi in materia di frontiere e profughi, in base al quale verrà severamente perseguito il passaggio incontrollato degli immigrati clandestini provenienti dalla Serbia. Pertanto non è chiaro che cosa accadrà ai profughi che hanno già attraversato il confine tra Ungheria e Austria nella speranza di raggiungere la Germania. Né è chiaro come si comporteranno le decine di migliaia di profughi che si trovano in Grecia, Macedonia e Serbia intenzionati a varcare il confine ungherese.

"Ho votato contro la nuova legge (sulle frontiere, ndr). Non contribuisce ad unire l'Europa. E' come se viaggiassimo sullo stesso treno ma in scomparti diversi e separati," — ritiene Gabor Fodor.

Secondo lui, "il problema più grande per superare questa crisi risiede nel fatto che l'Europa è divisa su questo tema e non riesce a trovare una soluzione condivisa."

"E' necessario garantire più fortemente che i Paesi europei comincino a collaborare su questo tema, — ha detto Gabor in un'intervista con "RIA Novosti". — Serve far capire che l'Ungheria non è al di fuori dell'Unione Europea, ma al contrario serve trovare un terreno comune."

"La linea di condotta della Germania è incoerente. In Ungheria lo sentiamo sulla nostra pelle. Anche per i migranti è negativo se un giorno diciamo una cosa e un altro giorno l'opposto. O accogliamo o non accogliamo. Così o trasferiamo o non trasferiamo," — ritiene l'esponente dei liberali ungheresi.

Secondo lui, la via d'uscita potrebbe essere la creazione di appositi centri migratori al di fuori dei confini della UE.

"In questi centri si deve avviare il processo di registrazione e di presentazione della domanda prima che entrino nell'Unione Europea. Non in Italia e nemmeno in Ungheria, ma al di là dei confini della UE. Serve fare lì il primo filtro e stabilire chi può partire e chi no," — propone Gabor Fodor.

"In tal modo si potrebbe trovare un punto di vista comune in Europa, mentre in un arco di tempo breve non troveremo un compromesso sulle quote," — ritiene Gabor Fodor.

Allo stesso tempo avvisa che all'Ungheria non potrebbero bastare le forze dell'esercito e della polizia "per controllare le sue frontiere" e l'introduzione di misure dure "potrebbe provocare scontri tra i rifugiati e l'esercito al confine."

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