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Marò, documenti indiani potrebbero scagionarli

© AFP 2021 / VINCENZO PINTOBan Ki Moon promette il sostegno di ONU nella vicenda dei due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone
Ban Ki Moon promette il sostegno di ONU nella vicenda dei due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone - Sputnik Italia
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Potrebbe esserci una svolta nel caso dei due fucilieri di Marina sotto indagine in India. Nel referto dell'autopsia consegnata dai legali indiani ad Amburgo la chiave: i proiettili estratti non sarebbero quelli in dotazione ai due militari italiani.

Potrebbero essere proprio i documenti depositati dai legali indiani presso il Tribunale Internazionale per il diritto del Mare di Amburgo, dove è in corso la valutazione sul caso dei due marò, a scagionarli dalle accuse che la giustizia di New Delhi muove ai militari italiani dal febbraio 2012.

Nelle carte inserite nel fascicolo all'ITLOS infatti figura, come riportato questa mattina dal giornale italiano Quotidiano Nazionale, i referti autoptici dei due pescatori uccisi nella sparatoria del 15 febbraio di 3 anni fa. I proiettili estratti, così come descritti nell'autopsia redatta dall'anatomopatologo K.S. Sasikala, presenterebbero di un calibro differente rispetto a quelli sparati dalle armi in dotazione ai militari italiani.

Le ogive estratte dai corpi delle vittime infatti  sarebbero lunghe 31 millimetri, con circonferenza di 24 millimetri nella parte più larga e 20 alla base, differentemente dai proiettili calibro 5,56 NATO, in dotazione ai due marò e caricati su fucili mitragliatori Beretta AR 70/90 e Minimi, che presentano una lunghezza di 23 millimetri.

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