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Ucraina colpita da deindustrializzazione per rottura legami economici con Russia e Oriente

© Sputnik . Vitaliy BelousovKiev
Kiev - Sputnik Italia
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La rottura dei legami con la Russia e gli altri Paesi dell'Unione Economica Eurasiatica ha provocato la chiusura di molte aziende e le politiche populiste del governo sono completamente fallite, ritiene l'economista ucraino Alexandr Koltunovich.

In Ucraina si registra un calo della produzione industriale in molti settori dell'economia dando così un pessimo segnale, scrive l'economista Alexandr Koltunovich sito web del movimento "Ukrainsky Vybor" ("Scelta ucraina").

Analizzando i dati sullo stato dei settori economici dell'Ucraina, Koltunovich constata che il livello della produzione industriale è sceso in modo significativo nel settore minerario (23,4%), nel settore metalmeccanico (22,1%), nell'industria tessile (8,5%), così come nelle aziende impegnate nella raffinazione di petrolio e nella produzione di coke (38,5%). Il settore siderurgico accusa un calo del 25,4%.

"Come vediamo, nel corso degli ultimi 2 anni l'Ucraina è entrata in una fase di deindustrializzazione. Da una parte la rinuncia ai legami di cooperazione economica con la Russia e gli altri Paesi dell'Unione Economica Eurasiatica ha provocato la chiusura di molte società manifatturiere ad alta tecnologia. Anche le altre imprese dell'indotto si trovano sul punto di chiudere. Milioni di ucraini in tutto il Paese sono rimasti senza lavoro,"- scrive Koltunovich.

D'altra parte, rileva l'economista, si osserva il fallimento della "politica pseudo economica, incompetente e populista del governo": invece di introdurre meccanismi per incoraggiare gli investimenti e fare impresa, sono arrivate nuove tasse, invece di semplificare la burocrazia per aprire nuove imprese sono state introdotte nuove barriere, come l'introduzione obbligatoria dei registratori di cassa".

"In ultima analisi le azioni del governo hanno costretto milioni di imprenditori in tutto il Paese a chiudere bottega. Tuttavia le scelte e l'alternativa esistono sempre….", — conclude l'economista.

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