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Migranti, emergenza generazionale per Pentagono

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L'emergenza immigrazione "l'argomento più importante" discusso dai leader militari di Washington e della Nato negli incontri degli ultimi mesi. Il generale Dempsey lancia l'allarme.

Il ritmo e le accelerazioni imposte dall'Occidente hanno creato una situazione esplosiva tale che ora l'Occidente non è più in grado di governarla: né politicamente, né culturalmente. I popoli occidentali, non preparati al fenomeno, non avendo predisposto le misure di accoglienza, non essendo informati delle sue radici, reagiscono con violenza e con paura e non sono in grado di fermarla.

Il Pentagono lancia l'allarme. Martin Dempsey, capo di stato maggiore dell'esercito statunitense, in un'intervista ad ABC News parla di "crisi reale" e di una crescente presa di coscienza tra i vertici militari degli Stati Uniti e della Nato.

L'emergenza immigrati è stata "l'argomento più importante" discusso dai leader militari di Washington e della Nato nei loro incontri gli scorsi mesi.

"Il Sud dell'Europa ha come la sensazione di non avere abbastanza sostegno per questa sfida", ha affermato Dempsey, "mentre i leader dell'Europea centrale e settentrionale pensano che sia un problema che deve essere affrontato al Sud".

La foto-shock del bambino siriano di tre anni morto annegato su una spiaggia turca, divenuta il simbolo di questa emergenza, secondo il generale potrebbe avere un effetto simile al terribile attacco con colpi di mortaio del 1995 contro un mercato di Sarajevo, che spostò gli equilibri in favore di un intervento della Nato in Bosnia.

"Oggi, ricorda Dempsey, mentre siamo qui seduti, ci sono 60 milioni di rifugiati nel mondo, 42mila famiglie al giorno secondo le Nazioni Unite, e l'impressione è che non ci sia il livello di interesse per la situazione come accadeva invece con l'incidente di Sarajevo provocò venti anni fa".

"Il mio personale giudizio su questo", prosegue Dempsey, "è che dobbiamo guardare a queste situazioni sia unilateralmente che con gli alleati come un problema generazionale e organizzare noi stessi e le nostre risorse a un livello sostenibile per affrontarle per i prossimi venti anni".

La Nato riuscirà a dare una risposta valida all'emergenza? Il tempo ci darà le risposte che speriamo non arrechino con sé ancora morte.

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