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Profughi marchiati dalla polizia della Repubblica Ceca

© REUTERS / Igor ZehlUn agente di polizia ceco marchia un migrante
Un agente di polizia ceco marchia un migrante - Sputnik Italia
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La marchiatura dei migranti è stata fatta per prevenire la vendita di minori, ha dichiarato la rappresentante del ministero degli Interni della Repubblica Ceca Lucie Novakova, spiegando le azioni della polizia.

 Gli attivisti per i diritti umani hanno condannato Praga per le azioni della polizia, che dopo aver tenuto in stato di fermo i migranti provenienti dal confine con Austria ed Ungheria, segnavano sulle loro braccia dei numeri per identificarli, riporta l'agenzia France-Presse.

L'agenzia rileva che tali azioni hanno ricordato all'opinione pubblica i tragici fatti avvenuti nella Seconda Guerra Mondiale, quando i nazisti numeravano i prigionieri dei campi di concentramento.

"Non esiste una legge che permette di schedare così la gente," ha detto Zuzana Candigliota, rappresentante dell'associazione ceca per la difesa dei diritti umani.

Gli agenti della polizia ceca hanno usato degli evidenziatori per marcare con dei codici 214 migranti arrivati nel Paese tramite il confine sud-orientale a bordo di treni speciali provenienti dall'Austria e dall'Ungheria. La maggior parte dei migranti proviene dalla Siria.

La rappresentante del ministero degli Interni della Repubblica Ceca Lucie Novakova ha sostenuto che tra i migranti c'erano molti bambini e la numerazione è stata effettuata per evitare che i minori potessero essere in qualche modo venduti.

"Il nostro obiettivo era quello di non permettere che si perdessero le tracce dei bambini," — ha detto la Novakova.

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La rappresentante del dipartimento di polizia per stranieri Katerina Rendlova ha riferito che le forze dell'ordine hanno segnato le persone col numero del treno da cui sono stati presi per capire da dove i migranti fossero partiti per poi poterli espellere. La Rendlova ha osservato che in passato i migranti venivano segnati dalla polizia con dei foglietti, ma i migranti li buttavano.

"Hanno dato il loro consenso per la marchiatura, non hanno creato problemi, si rendono conto che è nel loro interesse," — ha aggiunto la Rendlova.

Nei commenti del ministero degli Interni della Repubblica Ceca si legge: "le immagini rese pubbliche non mostrano l'approccio standard della polizia ceca, questi metodi sono stati intrapresi in una zona temporanea in cui al momento lavorava la polizia". In consultazioni con il capo della polizia della Repubblica Ceca verranno chiarite le regole in modo che questa situazione non si ripeta."

Tuttavia la maggioranza dei cittadini cechi vuole ripristinare le frontiere non solo nella Repubblica Ceca, ma anche in tutta Europa. Più della metà dei cechi non è d'accordo con il modo in cui il governo ceco risolve il problema dei rifugiati. E' quanto emerge da un sondaggio condotto dall'agenzia Focus, sulla base di un campione di 1.000 intervistati. Il 78% degli intervistati concorda sul fatto che la Repubblica Ceca e l'Unione Europea debbano controllare i confini, anche se limiterebbe la libera circolazione dei cittadini europei.

"Mentre alcuni residenti e sono disposti a fornire assistenza ai rifugiati, la principale tendenza registrata possiamo definirla paura, ovvero la paura del diverso e di ciò che è sconosciuto," — ha commentato il sondaggio l'agenzia Focus.

La stragrande maggioranza degli intervistati (94%) ritiene che l'Unione Europea debba respingere i profughi, il 61% degli intervistati ritiene che la UE debba aiutare i rifugiati nei loro Paesi d'origine. Il 32% degli intervistati ritiene che la UE debba semplicemente espellere i profughi senza fornire alcun tipo di assistenza. Secondo il 44% dei cechi, lo Stato non dovrebbe aiutare i profughi, siano musulmani o cristiani.

Secondo l'agenzia, seguono posizioni più radicali e xenofobe soprattutto gli intervistati di età superiore ai 55 anni, i disoccupati e le persone con basso reddito.

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