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USA devono aiutare Assad e non allearsi con Al Qaeda per combattere ISIS o caos in Europa

© AP PhotoIl militante jihadista dello Stato Islamico
Il militante jihadista dello Stato Islamico - Sputnik Italia
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L'ex numero uno della CIA David Petraeus aveva chiesto di sfruttare i sostenitori “moderati” di Al Qaeda per combattere ISIS. L'analista Viktor Kulikov ritiene che questa mossa potrebbe aggiungere altro male che si espanderebbe non solo nella regione del Medio Oriente.

Secondo il "The Daily Beast", l'ex direttore della CIA ed ex generale dell'esercito americano David Petraeus ha chiesto di sfruttare i militanti "moderati" di Al Qaeda per combattere ISIS. Questa proposta, secondo il giornale, è stata confermata da 4 fonti dell'entourage di Petraeus, in passato comandante delle forze USA durante le operazioni militari in Iraq e in Afghanistan.

Secondo il The Daily Beast, l'ex direttore della CIA vuole riprendere la strategia già collaudata degli americani in Iraq. Allora le forze americane, che combattevano contro Al Qaeda, erano riuscite ad arruolare dalla loro parte le milizie sunnite, insoddisfatte dell'applicazione della Sharia.

Il direttore della fondazione anti-crimine e anti-terrorismo della Russia Viktor Kulikov ritiene che la strategia proposta da Petraeus aiuterà i fondamentalisti a raggiungere la vittoria.

"Qual è l'insegnamento che gli americani hanno tratto dalla campagna militare in Iraq? Uno Stato quasi laico, dove il tenore di vita era più alto che in altre regioni, è stato distrutto e scaraventato nel caos. Se l'obiettivo degli Stati Uniti è quello di sfruttare questa particolare esperienza, allora hanno ragione: fomentano il caos e l'anarchia, che permetterà loro di controllare le risorse energetiche. Se si tratta di riportare ordine e ripristinare una vita normale, allora dobbiamo agire con metodi completamente diversi taciuti da Petraeus," — ha detto Viktor Kulikov a Sputnik.

Secondo lui, il coinvolgimento di Al Qaeda nella lotta contro ISIS porterà all'allargamento del conflitto dal Medio Oriente fino all'Europa.

"Il male genera altro male: ci sarà un'escalation. Avremo una sanguinosa guerra non solo nella regione, ma si diffonderà anche in Europa. Perché proprio l'Europa per la maggior parte sarà responsabile di tutto. Gli Stati Uniti sono lontani, mentre i Paesi europei sono vicini. Stiamo già assistendo al caos legato al flusso di profughi e all'accoglienza in Europa delle persone provenienti da queste regioni. Per risolvere il problema è necessario conservare l'attuale regime di Bashar Assad ed assicurargli tutti i mezzi e il massimo supporto per resistere all'ISIS", — è convinto l'esperto.

Secondo lui, l'unico modo per uscire da questa situazione è la cooperazione tra la Russia e l'Occidente.

"Una via d'uscita: ascoltare la Federazione Russa e seguire l'esperienza di Mosca nel Caucaso del Nord, ma purtroppo finché ci saranno tensioni con gli Stati Uniti e l'Occidente, sarà quasi impossibile. Non ci ascolta nessuno, l'Occidente non vuole la nostra collaborazione. Credo che l'obiettivo principale degli Stati Uniti sia ancora di fomentare il caos in Europa trascinando la Russia", — ha concluso Viktor Kulikov.

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