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1 settembre 1939, giorno nero nella storia d'Europa

© SputnikIl monumento alla Gloria dell'Armata Rossa, Stalingrado
Il monumento alla Gloria dell'Armata Rossa, Stalingrado - Sputnik Italia
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Nella storia europea del XX secolo il 1 settembre 1939 è un giorno nero. Questo giorno la Germania aggredì la Polonia, dando inizio alla Seconda guerra mondiale.

In realtà il conflitto assunse proporzioni mondiali soltanto il 3 settembre, quando Inghilterra e Francia, alleate con la Polonia, dichiararono guerra a Berlino, dopo che Germania ignorò l'ultimatum che le intimava di cessare le ostilità e ritirare le truppe.

Lo storico Rudolf Pikhoja, insignito dalla Polonia dell'Ordine Virtuti Militari per la scoperta degli archivi di Katyn', ha parlato a SPUTNIK POLSKA dell'importanza di questa data…

"Gli eveni del 1 settembre 1939 costituiscono una svolta nella storia dell'Europa e del mondo. Ricordando gli eventi che hanno preceduto l'inizio della guerra, penso all'insieme delle cause che gettarono il mondo nel vortice della catastrofe. Credo che la causa più importante fosse l'egoismo statale e nazionale che spingeva i paesi d'Europa a pensare in primo luogo ai propri interessi.  Per esempio, la Gran Bretagna e la Francia, dopo lo shock della Prima guerra mondiale, consentirono a Hitler di rigettare il Trattato di Versailles e poi lasciarano a tu per tu con l'aggressore il loro alleato — la Cecoslovacchia. Pensava ai propri interessi anche la Polonia, che attraverso l'alleanza con la Germania voleva restare indipendente. In maniera analoga si comportarono i dirigenti dell'URSS, quando firmarono il patto Molotov-Ribbentrop con i noti protocolli segreti.

Il 1 settembre 1939 è una denuncia contro chi si lasciò sfuggire la possibilità di fermare i pazzi che scatenarono il massacro. Eppure, le potenze mondiali dovevano fare soltanto una cosa — unirsi contro Hitler", — ha osservato il professor Pikhoja.

La Seconda guerra mondiale fu la più sanguinosa nella storia del XX secolo. Causò la morte di almeno 60 milioni di persone, di cui quasi la metà tra popolazioni civili. Tra i paesi della Coalizione antinazista le perdite più gravi furono subite dall'Unione Sovietica, che ebbe anche il ruolo decisivo per la liberazione dell'Europa.

Quali erano le divergenze che impedirono all'Europa di creare un fronte  unico? Ne scrive lo storico e giornalista Dmitry Lyskov:

"Nel 1939 i territori occidentali dell'Ucraina e della Bielorussia furono annessi dall'Unione Sovietica. Possiamo dire che l'annessione fu operata sulla base del patto di non aggressione, firmato tra URSS e Germania, e dei protocolli segreti di questo documento. Tra l'altro anche la Polonia era legata alla Germania da un patto di non aggrssione, sottoscritto ancora nel 1934, mentre Inghilterra, Francia e altre grandi potenze non impedirono l'annessione dell'Austria nel 1938 e gli accordi di Monaco che portarono alla spartizione della Cecoslovacchia. Vediamo cioè una determinata politica, che in quel momento era comune a tutta l'Europa, mirante alla nuova divisione del continente già seviziato dopo la Prima guerra mondiale".

Quella del 1 settembre è una data tragica, gli storici, e anche i politici, ne devono trarre le debite lezioni.     

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