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Nucleare, Israele chiede di non ispezionare i propri siti

© AP Photo / Vahid SalemiUn impianto nucleare in Iran
Un impianto nucleare in Iran - Sputnik Italia
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L'Egitto sta mobilitando la comunità internazionale contro il nucleare d'Israele, Paese insidiato dall'Egitto nelle ambizioni energetiche ora anche nel settore del gas.

Israele chiede all'Egitto di ritirare la bozza di risoluzione che sottoporrebbe gli impianti nucleari israeliani a un'ispezione internazionale. Il Cairo prevede di sottoporre la mozione a un voto collegiale durante la Conferenza generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), che si terrà fra due settimane. Lo riferiscono alti funzionari israeliani citati dal quotidiano Haaretz.

7 miliardi di dollari dall'Egitto per il maxi giacimento di gas

Tel Aviv ha formulato la sua richiesta all'Egitto tre settimane fa, nel corso di una visita al Cairo dell'inviato speciale del primo ministro Benjamin Netanyahu, Isaac Molho, e del consigliere sulla sicurezza nazionale, Yossi Cohen. Molho e Cohen hanno incontrato il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, e altri funzionari del governo per discutere la questione.

Shoukry e il suo ministero stanno portando avanti con determinazione una campagna di lobbying di lungo corso con cui Il Cairo punta a mobilitare la comunità internazionale contro il nucleare israeliano.

Intanto, il nuovo mega giacimento di gas scoperto nelle acque territoriali egiziane rischia di distruggere le ambizioni di Israele.

Il Paese fu elevato al rango di potenza energetica dopo la scoperta di due giacimenti al largo delle sue coste nel 2009 (il giacimento Tamar) e soprattutto nel 2010 (il giacimento Leviathan) da parte dell'azienda locale Delek Group e della società statunitense Noble Energy. Lo Stato ebraico ha però poi impiegato diversi anni per gettare le basi degli accordi per lo sfruttamento dei giacimenti in vista dell'esportazione. Prospettive che ora vengono insidiate dalla scoperta di Eni. Il potenziale del giacimento egiziano è stimato infatti in 850 miliardi di metri cubi, ben il 40% in più di quello del Leviathan. Una doccia fredda per Israele, che sperava di fare dell'Egitto il principale sbocco di esportazione del proprio gas.

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