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Russia assume presidenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU

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Lotta al terrorismo e superamento delle crisi in Medio Oriente e Africa settentrionale – tali saranno le priorità della presidenza russa del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Il 1 settembre la presidenza del Consiglio di Sicurezza dell'ONU passa alla Russia.

I temi centrali del programma, proposto dalla Federazione Russa per il prossimo mese, saranno la soluzione dei conflitti nel Medio Oriente e nei paesi dell'Africa settentrionale e la lotta contro la minaccia del terrorismo.

Il paese di presidenza viene scelto dai 15 membri del Consiglio in ordine alfabetico, seguendo l'alfabeto inglese. La presidenza russa coincide con uno dei periodi più impegnativi per le Nazioni Unite: il 15 settembre inizierà la 70ma sessione dell'Assemblea Generale, mentre il 28 settembre prenderà il via una sessione di alto livello, alla quale parteciperanno la maggioranza dei capi di Stato e dei ministri degli Esteri. Il 25 settembre poi si riunirà un Summit, al quale i leader mondiali dovranno approvare l'Agenda di sviluppo globale post-2015.

Come tema principale della sua presidenza la Russia ha proposto la soluzione dei conflitti che sono in corso in Medio Oriente e in Africa settentrionale, e la lotta contro la minaccia del terrorismo. Questa problematica sarà discussa durante il ministeriale del 30 settembre, che sarà presieduto dal ministro degli Esteri della Federazione Russa Sergej Lavrov. Il tema dell'incontro è "Mantenimento della pace internazionale e della sicurezza: soluzione dei conflitti in Medio Oriente e Africa settentrionale e la lotta contro la minaccia del terrorismo nella regione".

Questo tema è stato proposto dalla Russia in un momento in cui la situazione nella regione, già tesa a causa del conflitto arabo-israeliano, continua a deteriorare a seguito di nuovi sanguinosi conflitti in Siria, Iraq, Yemen e Libia, che pongono alcuni Stati sull'orlo della perdita della loro integrità territoriale. Su questo sfondo i rischi del terrorismo sono immensamente cresciuti, mettendo il mondo di fronte a una minaccia senza precedenti — quella dello "Stato islamico".

"Siamo convinti che l'importanza di questo tema sia confermato in piena misura dal lavoro che il Consiglio ha svolto nel mese di agosto, quando noi, tirando un filo dopo l'altro, concentrandoci su ogni tema specifico, abbiamo cercato di districare il groviglio dei problemi mediorientali. Questa esperienza ha confermato che il risanamento della regione è possibile soltanto attraverso un approccio globale, su una solida base del diritto internazionale, senza il doppio standard, dando priorità alle prerogative del Consiglio di Sicurezza", — ha dichiarato il rappresentante permanente della Russia all'ONU Vitaly Churkin.

© Sputnik . Dmitry Astakhov / Vai alla galleria fotograficaConsiglio Sicurezza ONU
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In marzo di quest'anno le sanzioni contro la Libia, che prevedono in particolare il divieto di esportazione illegale del petrolio, che autorizza la comunità internazionale a intercettare le navi petroliere che partono dalle regioni controllate dagli estremisti, e l'embargo delle armi, sono state prorogare di un anno. Sempre in settembre si prevede di rinnovare il mandato della missione di pace dell'ONU nel paese, che scade il 15 di questo mese.

Con mediazione dell'ONU le parti coinvolte nel conflitto libico continuano a trattare per creare un governo di unità nazionale.

"Malgrado il cauto ottimismo, manifestato la settimana scorsa dall'inviato speciale dell'ONU Bernardino Leon relativamente alle prospettive dell'accordo politico, ci sono molti motivi per essere preoccupati. Lo Stato, intanto, continua ad andare a pezzi e i gruppi terroristici, compreso ISIS, ne approfittano", — ha dichiarato Churkin. Commentando la situazione in Libia, il diplomatico russo ha parlato anche di "ondate dei migrandi illegali che dalla Libia, barcollante nel caos, si precipitano verso le coste d'Europa".

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In settembre si continuerà anche a parlare della Siria. Il 7 agosto il Consiglio di Sicurezza ha votato la risoluzione 2235 che istituisce un Meccanismo Congiunto per indagare sull'uso di armi chimiche in questo paese.

La settimana scorsa il segretario dell'ONU Ban Ki-moon ha consegnato al Consiglio di Sicureza le sue raccomandazioni per creare un gruppo misto di ONU e Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, al quale si intende affidare l'inchiesta sull'uso di sostanze tossiche.

Negli ultimi giorni si comunicava che anche in Iraq i combattenti dello "Stato islamico" hanno impiegato armi chimice. Alla luce di ciò la Russia crede che il mandato della missione, incaricata di accertare i responsabili degli attacchi chimici in Siria, debba essere esteso all'Iraq.

Vitaly Churkin ieri ha dichiarato che "il Consilgio di Sicurezza deve votare una risoluzione che estenda all'Iraq il mandato di questo meccanismo". Secondo il diplomatico, ISIS sta cercando di stabilire il suo controllo su nuovi territori.

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In settembre il Consiglio di Sicurezza esaminerà la relazione del Comitato per le sanzioni all'Iran. Si parlerà anche della situazione in Afghanistan e Liberia, dei rapporti tra Sudan e Sudan del Sud e dell'attività della forza di pace dell'ONU nella regione di Abyei, contesa tra Khartum e Giuba.

Durante la presidenza russa il Consiglio di Sicurezza procederà anche a un novo esame della situazione in Medio Oriente e nel Golan, nonché alla revisione dell'attività del Centro regionale di diplomazia preventiva dell'ONU in Asia Centrale (UNRCCA), creato dal Consiglio di Sicurezza nel 2007 su richiesta di Kazakistan, Kirghizia, Tagikistan, Turkmenia e Uzbekistan per contrastare il terrorismo internazionale e il traffico di droga.

In agosto il Consiglio di Sicurezza è stato presieduto dalla Nigeria. Il 1 ottobre la presidenza passerà dalla Russia alla Spagna.

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