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Centri di comando Nato nei paesi dell'Est Europa a partire dal 3 settembre

© AFP 2021 / DANIEL MIHAILESCU Le esercitazioni della NATO "Wind Spring 15"
Le esercitazioni della NATO  Wind Spring 15 - Sputnik Italia
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La Nato alza il muro in Europa. Aprono i nuovi centri di comando dell'Alleanza in Romania, Bulgaria, Polonia e nei Paesi Baltici.

Il 3 settembre verranno inaugurati simultaneamente in tutti i sei paesi al confine orientale dell'Unione europea i nuovi centri di comando della Nato, fra cui anche quello di Bucarest.

Bulgaria, Romania e Lettonia, Estonia, Lituania, Polonia sono i paesi interessati al rafforzamento e riposizionamento della difesa collettiva della Nato.

Lo ha annunciato il ministro della Difesa romeno, Mircea Dusa, durante una conferenza stampa a Galati, nell'area orientale della Romania, dove sta assistendo all'esercitazione multinazionale Swift Response 2015, durante la quale militari provenienti da Italia, Spagna e Stati Uniti eseguiranno un assalto in volo.

Dusa ha precisato che "questo sarà il primo comando della Nato attivo in Romania. Per preparare questa struttura sono state prese tutte le misure concordate con l'Alleanza, il centro sarà accreditato e diventerà operativo in autunno, insieme ad altre strutture di altri paesi alleati. Gli investimenti per questo centro, che è stato predisposto in due mesi, sono stati di 3,6 milioni di euro, di cui 2,93 milioni provengono dal bilancio della Nato e 680mila euro dal bilancio del ministero della Difesa rumeno. In questa struttura lavoreranno 42 militari, di cui 27 rumeni."

Il capo dello stato rumeno, Klaus Iohannis, durante una conferenza sulla Strategia nazionale della difesa, ha ricordato che

Bucarest "ha definito il suo orientamento e il suo futuro non solo in relazione ai partner esterni, ma anche ai propri cittadini". Per questo motivo, ha proseguito il presidente rumeno, bisogna dimostrare che, in aggiunta alla sua appartenenza alla Nato la Romania "ha le capacità necessarie per partecipare a una difesa collettiva. L'accordo di aumentare al 2% del PIL il bilancio della difesa, sottoscritto da tutti i partiti, è stato il segnale della responsabilità che la Romania ha garantito ai suoi partner".

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