Migranti, a 14 anni muore sulla nave di Medici senza Frontiere

© REUTERS / Alessandro BianchiCentro di immigrazione a Lampedusa. 19 febbraio 2015.
Centro di immigrazione a Lampedusa. 19 febbraio 2015. - Sputnik Italia
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In fuga dalla Somalia, il ragazzo è deceduto nella notte per i maltrattamenti subiti in Libia, prima d'imbarcarsi per le coste italiane.

È di un ragazzino somalo di 14 anni il cadavere a bordo della nave Dignity 1 di Medici Senza Frontiere attraccata stamani ad Augusta. Il giovane è morto la notte scorsa, durante le operazioni di soccorso nel Canale di Sicilia, a causa di un arresto cardiaco. Nel campo dove era stato tenuto recluso insieme ad altri migranti prima della traversata aveva subito maltrattamenti e percosse.

Sara Creta, di Medici Senza Frontiere, racconta che "viaggiava da solo, e quando è arrivato a bordo era in condizioni critiche con difficoltà di movimento. Era evidente per il team medico che presentava malattie croniche. Le persone che viaggiavano con lui hanno riferito che era stato ripetutamente e brutalmente picchiato in Libia, tre settimane prima. Da quel momento la sua salute era peggiorata e senza nessun tipo di cure, è stato costretto a continuare ad un pesante lavoro fisico, spesso senza cibo e acqua. Dopo essere stato accolto nella clinica di bordo, ha risposto bene ai farmaci e alle cure mediche e la sua condizione è migliorata notevolmente nelle prime 24 ore, ma, tragicamente e inaspettatamente, prima dell'arrivo della Dignity I in Italia, è deceduto all'improvviso per arresto cardiaco".

A bordo della nave ci sono circa 320 migranti, tra cui ci sarebbero altre persone con gravi patologie.

Si attende quindi l'arrivo dei medici del ministero della Salute italiano per uno screening. Solo successivamente sarà concessa l'autorizzazione allo sbarco.

I migranti erano stati soccorsi domenica dalla motovedette della Capitaneria di Porto di Lampedusa e trasferiti sulla nave di Medici Senza Frontiere.

Intanto, sono iniziate le operazioni di sbarco a Pozzallo dalla nave Diciotti della Guardia costiera. A bordo 466 immigrati. Ventuno i bambini a bordo. Sono stati predisposti i pullman per il trasferimento immediato dopo l'identificazione, verso destinazioni non ancora note. Il centro di prima accoglienza di Pozzallo può accogliere infatti al massimo 180 persone.    

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