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Prima disastro MH17 Occidente aveva censurato dati importanti su sicurezza voli in Ucraina

© Sputnik . Andrei SteninRottami Boeing-777 in Ucraina orientale
Rottami Boeing-777 in Ucraina orientale - Sputnik Italia
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I governi occidentali avevano messo a rischio le vite di migliaia di passeggeri degli aeromobili civili che sorvolavano l'Ucraina orientale non avvertendo le compagnie aeree dell'escalation del conflitto nel Donbass sebbene fosse evidente, rileva il giornale “The Sydney Morning Herald”.

I governi occidentali erano consapevoli dei pericoli derivanti dal sorvolo dell'Ucraina orientale, anche prima del disastro del boeing della "Malaysia Airlines" MH17, tuttavia li hanno ignorati, riporta il giornale australiano "The Sydney Morning Herald", basandosi su un rapporto dell'organizzazione non governativa tedesca "Correctiv", impegnata nel giornalismo d'inchiesta.

Questa settimana il Tribunale Amministrativo di Berlino ha accolto parzialmente l'istanza della "Correctiv", che sta cercando di scoprire quali informazioni disponessero i governi dell'Occidente prima della tragedia, ed ha ordinato al ministero degli Esteri tedesco di rivelare alcune informazioni precedentemente segretate.

"Correctiv" ha dimostrato con la sua inchiesta che a disposizione del ministero degli Esteri tedesco c'erano informazioni dettagliate sui pericoli delle rotte lungo l'Ucraina orientale diversi giorni prima del decollo del volo MH17, si legge nell'articolo.

Nel briefing del 14 luglio 2014, a cui avevano preso parte gli ambasciatori di diversi Paesi stranieri, le autorità ucraine avevano dichiarato che a seguito del "coinvolgimento nel conflitto di carri armati russi" si era verificata l'escalation della situazione nei cieli.

Ciononostante il ministero degli Esteri tedesco aveva dichiarato in precedenza che nell'incontro non era stata discussa la sicurezza dell'aviazione. Tuttavia, secondo Correctiv, l'organizzazione ha una copia del rapporto del diplomatico olandese Gerrie Willems, il cui contenuto contrasta le dichiarazioni fatte dal ministero degli Esteri tedesco, scrive "The Sydney Morning Herald".

Nel rapporto di Gerrie Willems si legge che nel briefing avevano partecipato i rappresentanti delle ambasciate dei Paesi della UE, USA, Canada, Brasile e Giappone.

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