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Roma e la mafia. Applausi al funerale con elicottero del capoclan

© Sputnik . Dmitriy KorobeinikovPiazza San Pietro Roma
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Dopo Mafia Capitale lo sfarzoso funerale del boss Casamonica che gestiva il traffico di droga nella zona sud est della capitale.

Una carrozza d'epoca trainata da sei cavalli, un corteo di Suv e limousine, una Rolls Royce per portare il feretro dopo il rito funebre, petali di rosa lanciati da un elicottero che ha sorvolato il piazzale della chiesa di San Giovanni Bosco. Così si è svolto il funerale di Vittorio Casamonica, boss dell'omonimo clan criminale di Roma, tra le musiche tratte dalla colonna sonora del film Il Padrino, suonate dalla banda.

In centinaia hanno applaudito l'arrivo della bara di Casamonica che, si leggeva su uno striscione affisso sulla facciata della chiesa, dopo aver conquistato Roma ora è pronto a conquistare il paradiso.

Vittorio Casamonica è stato per 50 anni il capo del clan che gestisce il traffico e lo spaccio di droga nelle zone sud-est della Capitale.

Nel pieno dello scandalo di Mafia Capitale, il Vicariato di Roma ha spiegato che un prete non può negare un funerale ed è responsabile solamente di quel che succede all'interno della chiesa. La Questura ha chiesto accertamenti all'Enac per l'uso dell'elicottero che avrebbe sorvolato legalmente un'area senza restrizioni.

"Spazzini e vigili non si vedono mai — hanno raccontato i cittadini — oggi era pieno".

Inevitabilmente lo scontro politico, dopo l'ennesimo colpo all'immagine subito dalla capitale. Il Viminale ha chiesto una relazione dettagliata al prefetto Franco Gabrielli e accertamenti sono stati richiesti anche dal sindaco Marino.

"Se confermato il virgolettato attribuito alla Questura di Roma, apparso questa mattina sulla stampa nazionale, nel quale si afferma che Vittorio Casamonica 'risulta ai margini degli ambienti criminali' credo che avremmo già una prima ammissione di responsabilità". Secondo il deputato del Pd Dario Ginefra "il profilo del defunto appare in evidente contrasto con quella che è la banalizzazione del suo ruolo operata dalla questura romana e desta profonda preoccupazione la circostanza che, in un momento di così grande esposizione della Capitale rispetto a indagini che attesterebbero una vera e propria articolazione di tipo mafioso della sua criminalità, l'avamposto del Ministero degli Interni appaia cosi' disarmato e rinunciatario".

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All'attacco, stamani, anche il blog di Beppe Grillo che punta il dito rispolverando l'ormai celebre foto che ritrae Gianni Alemanno, diversi esponenti del Pd e l'allora presidente della Legacoop, oggi ministro del governo Renzi, Giuliano Poletti, in una cena organizzata da alcune cooperative per il recupero di detenuti. Nello scatto s'intravede, seduto a un tavolo, Luciano Casamonica, uno dei boss del clan.

Per i membri della commissione Antimafia del M5S "le esequie del boss Casamonica sono state un vero insulto a tutti i cittadini onesti di Roma, ma anche ai cittadini italiani. Un'ostentazione di potere squallida che offende il convivere civile. Sconcerta il coro di proteste politiche: hanno dovuto vedere gli uomini con la coppola per capire quanto sia grave la situazione a Roma, ma fintanto che erano infiltrati nelle istituzioni non solo non vedevano ma giustificavano. Gabrielli si indigna, eppure la sua relazione non vuole lo scioglimento per mafia di Roma".

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La presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi si è detta preoccupata per il clima di consenso che ha accompagnato il funerale. "E' una ferita grave per l'Italia. Lo è in qualunque parte del paese si verifichi. Quando però tutto questo accade nella capitale certo anche i riflettori del mondo sono più attenti". Per la Bindi, "indubbiamente sono scene molto preoccupanti, una risposta a quanti in questi mesi hanno parlato di esagerazioni o hanno addirittura negato la presenza della mafia nella capitale. Io credo che le istituzioni in questi anni abbiamo assicurato alla giustizia molti mafiosi ed abbiano affermato la forza della legge, ma c'è da fare ancora molto se siamo a questo punto. La parte principale la dobbiamo fare tutti insieme. C'e' ancora troppo negazionismo. Non bisogna pensare che questo sia un problema che riguarda altri. Purtroppo riguarda tutti, riguarda casa nostra, riguarda la capitale d'Italia".

Sel ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno, mentre Gabrielli ha fatto sapere che la Prefettura non era al corrente e ha assicurato che i responsabili saranno cercati.

Alla polemica politica si aggiunge quella che coinvolge la Chiesa perché nella stessa parrocchia fu negato nel 2006 dal cardinale Camillo Ruini il consenso per il funerale di Piergiorgio Welby, l'attivista radicale protagonista di una lunga battaglia per l'eutanasia.

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