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I migranti sono il prezzo che Europa deve pagare per passato coloniale

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Una barca di migranti - Sputnik Italia
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Francia e Gran Bretagna stanno creando un centro di coordinamento per contrastare l’immigrazione illegale.

Gli specialisti del centro avranno il compito di controllare le rotte della migrazione. Intanto in Francia il sindaco di Calais ha chiesto 50 milioni di euro per rimettere la città in ordine dopo l'invasione dei migranti. Secondo le autorità, i danni subiti dalla città sono gravissimi. Tuttavia, non tutti i paesi si oppongono ai migranti. Il primo ministro della Serbia Alexandar Vucic ha dichiarato che il suo paese è pronto ad aiutare i profughi e ospitarli nel proprio territorio.

Eppure la salvezza non si vede all'orizzonte. I profughi continuano ad arrivare in massa. Soltanto in Germania il numero degli immigrati legali e non del tutto legali quest'anno potrà raggiungere 800 mila persone — più di quanto il paese ha ospitato durante tutto il XX secolo. In Grecia in una sola settimana sono sbarcati  più di 21000 ospiti indesiderati. Nel Mediterraneo la guardia costiera salva ogni giorno centinaia di persone, ma è come una goccia nel mare.

"Se non ci sarà un urgente intervento da parte dell'ONU, dell'Unione Europea e della comunità internazionale, Grecia si trasformerà in una bomba ad orologeria che prima o poi esploderà", — è convinto il ministro della Protezione civile di Atene Yanis Panusis.

Eppure l'ONU dice che la Grecia deve usare le sue risorse interne per arginare la crisi dei migranti. Anche altri paesi non hanno fretta di aiutare Atene, perché anch'essi sono pieni di problemi. La "terra promessa" dei migranti sono Germania, Gran Bretagna e Francia, ma in via di principio sono disposti a sistemarsi in qualsiasi paese d'Europa, perché persino in Bulgaria e Romania il tenore di vita è più alto che in Libia, Iran o Siria, ai quali, tempo fa, l'Europa con insistenza ha cercato di "regalare" la democrazia. Oggi ne vediamo il risultato.

"Quello che vediamo oggi in Europa è la vendetta storica delle ex colonie, che oggi stanno creando problemi ai paesi evoluti. È stato lo stesso Occidente a creare questa situazione. Quando c'era Gheddafi, egli perseguitava gli scafisti. Adesso che i paesi occidentali hanno provocato il caos, i migranti stanno invadendo l'Europa", — sottolinea Valentin Fedorov, vice direttore dell'Istituto di studi europei dell'Accademia delle scienze della Russia.

Un quarto di secolo fa, quando nello spirito della tolleranza gli europei sancivano la libertà di circolazione e di migrazione, lo facevano soltanto per loro stessi. Si pensava che il flusso di migrazione dai paesi del terzo mondo sarebbe stato insignificante e comunque controllabile — alcune migliaia di persone all'anno non potevano far male a nessuno e per l'economia erano una risorsa in più. Eppure…

"La Convenzione di Dublino prevedeva almeno una specie di controllo per evitare che i migranti potessero presentare domanda di asilo in più paesi e per controllare il luogo di permanenza delle loro famiglie: l'immigrato poteva richiedere l'asilo nel paese in cui vivevano suo partner o suoi figli", — ha spiegato Victoria Ledenyova del Centro di studi sulle politiche di migrazione.

Nelle condizioni di oggi il problema dei migranti non ha soluzione. L'UE non è in grado di arginare il flusso né fisicamente, né giuridicamente. Può soltanto costruire recinzioni e muri. L'Ungheria lo sta già facendo, in Germania e Francia c'è chi lo chiede apertamente. Tuttavia la calamita del benessere europeo è più forte di ogni muro.

Come è noto, l'Unione Europea è stata creata per eliminare barriere e muri. Ora sta cominciando il processo inverso.    

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