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Egitto chiede azione militare contro l'Is in Libia

© AP Photo / albaraka_news, FileI terroristi dello "Stato Islamico"
I terroristi dello Stato Islamico - Sputnik Italia
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In risposta alle autorità libiche di Tobruk secondo le quali, senza un intervento degli altri Paesi, lo Stato islamico continuerà a guadagnare terreno.

L'Egitto sta cercando il sostegno dell'Algeria per colpire lo Stato islamico in Libia. E' quanto emerge da un colloquio fra il ministro degli Esteri algerino, Ramtane Lamamra, e l'omologo egiziano, Sameh Shoukry.

Secondo quanto riporta il quotidiano algerino Echoroul, il Cairo starebbe cercando consensi per un'azione militare contro i territori controllati dallo Stato islamico in Libia e avrebbe chiesto la collaborazione di Algeri.

In febbraio il Cairo aveva già lanciato raid aerei su Derna, Sirte e Bengasi dopo la decapitazione di 21 cristiani copti egiziani da parte dello Stato islamico, con il sostegno degli Emirati Arabi uniti.

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Il ministero degli Esteri algerino ha semplicemente sottolineato che il colloquio fra i due ministri ha riguardato l'evoluzione della crisi libica "alla luce degli attentati condotti in questi giorni da parte dell'organizzazione terroristica a Sirte".

In seguito ai fatti di Sirte, il governo di Tobruk ha lanciato un appello "ai fratelli Paesi arabi affinchè lancino raid aerei contro le posizioni del gruppo terroristico a Sirte". Secondo le autorità libiche di Tobruk senza un intervento degli altri Paesi lo Stato islamico continuerà a guadagnare terreno.

Sull'argomento è prevista per oggi una riunione straordinaria della Lega Araba al Cairo.

Ieri il governo algerino ha condannato le recenti violenze condotte dallo Stato islamico nell'area di Sirte, città della Libia orientale a circa 500 chilometri a est di Tripoli.

Parlando ai media locali, il ministro algerino Lamamra ha dichiarato che "l'Algeria condanna con forza gli atti terroristici avvenuti a Sirte", sottolineando che "la situazione nel Paese confinante e fraterno potrebbe costituire una vera e propria minaccia per la sicurezza in tutta la regione".

Riferendosi all'impegno del governo algerino nel dialogo fra le varie fazioni libiche, Lamamra ha aggiunto che Algeri "sta continuando a lavorare al fine di trovare una soluzione alla crisi", invitando le parti  all'istituzione di un governo di unità nazionale in grado di preservare la coesione del paese, l'integrità territoriale e la sovranità della Libia.

"Una politica consensuale è l'unica strada in grado di porre fine al conflitto", ha aggiunto il ministro, ribadendo che "l'Algeria, che sostiene gli sforzi delle Nazioni Unite, incoraggia i fratelli libici, che hanno la capacità, la volontà politica e alto senso di responsabilità, a intensificare gli sforzi per promuovere la conclusione del processo di negoziazione a beneficio della popolazione e dell'intera regione". 

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Intanto, sempre nella giornata di ieri, alcuni uomini armati hanno sparato contro l'aeroporto di Bengasi, distruggendo parzialmente un terminal passeggeri, secondo quanto dichiarato dalle autorità aeroportuali. Lo scalo è chiuso dallo scorso anno a causa degli scontri avvenuti in città fra l'esercito guidato dal generale Khalifa Haftar e le milizie islamiste. Altri attacchi sono stati invece registrati a Derna, con una serie di razzi lanciati contro un quartiere residenziale della città probabilmente da elementi dello Stato islamico, che dopo l'espulsione dalla città in giugno, stanno cercando da una settimana di riconquistare il porto. 

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