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Vauro Senesi entra nella black list di Kiev

© AP Photo / Inna VarenytsiaConfine tra Russia e Ucraina (regione di Kharkov)
Confine tra Russia e Ucraina (regione di Kharkov) - Sputnik Italia
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Al noto vignettista vietato l'ingresso in territorio ucraino insieme al giornalista de Il Fatto Quotidiano Lorenzo Galeazzi e all'interprete Eliseo Bertolasi.

Si allunga la "lista nera" di "attentatori dell'integrità territoriale" emanata dal governo ucraino. Il ministero della cultura di Kiev ha infatti comunicato alla Farnesina che il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Lorenzo Galeazzi, il vignettista Vauro Senesi e l'interprete Eliseo Bertolasi sono persone non grate all'Ucraina, Paese in cui è stato vietato loro "per un certo lasso di tempo l'ingresso".

Viene loro contestato di essere entrati, lo scorso dicembre, "sul suolo ucraino clandestinamente", ovvero passando per la frontiera russa di Rostov.

"Peccato che quella frontiera di fatto non esiste, perché è sotto il controllo delle forze indipendentiste russe" ha commentato Vauro a Il Fatto Quotidiano, quotidiano per il quale, insieme a Galeazzi e Bertolasi, si era recato per documentare il drammatico teatro di guerra che si svolge nella regione del Donbass.

Al momento, il governo italiano non si è ancora pronunciato sull'accaduto.

Lo scorso primo maggio, il giornalista Franco Fracassi venne trattenuto nell'aeroporto di Kiev e successivamente reimbarcato in Italia il giorno successivo, senza alcuna comunicazione preventiva.

Nella stessa "lista nera" altri 566 indesiderati da Kiev, tra cui attori, musicisti, scrittori, intellettuali, giornalisti e artisti di fama mondiale, come Steven Seagal, Gerard Depardieu e Goran Bregovic, Emir Kusturica.

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La notizia si aggiunge a quella della messa al bando in Ucraina delle opere di 38 autori russi, perché inciterebbero "all'odio e al separatismo". A sorvegliare che le opere bandite non entrino nel territorio del Paese saranno i Servizi Fiscali incaricati dei controlli doganali.

Tra le opere proibite dal Comitato Ucraino dell'audiovisivo, anche quelle di Eduard Limonov, di Alexander Dugin e del consigliere economico del Cremlino, Sergey Glazyev.

La misura censoria, tipica dei regimi autoritari, a detta del responsabile del Comitato per l'audiovisivo, Bogdan Chervak, dovrebbe "impedire la propagazione dell'ideologia dell'odio, del fascismo, della xenofobia, del separatismo".

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