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Gentiloni, una nuova guerra fredda “un'assoluta iattura”

© AFP 2021 / Atta KenarePaolo Gentiloni ha ribadito che al momento dare delle interpretazioni politiche sui moventi del rapimento "è assolutamente prematuro e imprudente".
Paolo Gentiloni ha ribadito che al momento dare delle interpretazioni politiche sui moventi del rapimento è assolutamente prematuro e imprudente. - Sputnik Italia
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Il responsabile della Farnesina su La Stampa esprime la linea del dialogo del governo italiano sulla politica internazionale e auspica l'incremento della diplomazia e il prevalere della politica sulle azioni militari.

In un'intervista a tutto tondo sull'attuale situazione geopolitica internazionale, rilasciata al quotidiano torinese La Stampa, il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, descrive il rischio di una nuova guerra fredda con la Russia come "un'assoluta iattura", augurandosi "che da parte russa non ci siano azioni che giustifichino una svolta del genere".

Il responsabile della Farnesina osserva "che la linea del doppio binario, sanzioni e dialogo, è oggi maggioritaria nella comunità internazionale" ma non nasconde l'esistenza di "rischi" di mosse inopportune sullo scacchiere Ucraina. "La situazione, continua Gentiloni, va tenuta d'occhio perchè la tregua è fragilissima. Non temo solo l'escalation ma scenari di crisi ucraina di cui la Russia potrebbe approfittare".

Il ministro rileva è chiaro nel rilevare la costante linea del governo italiano: "L'Italia persegue ostinatamente la via del dialogo".

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Sugli USA "poliziotti del mondo", Gentiloni chiede di "aspettare 10, 15 anni" per giudicare Obama. "Aveva detto che si sarebbe ritirato dall'Iraq e dall'Afghanistan e lo ha fatto. Ha mantenuto la promessa sull'Obamacare. E ha teso la mano a Cuba e all'Iran".

Seguendo la politica del dialogo, per il ministro "è stato un'errore non associare all'intervento in Libia alcuna idea sulla gestione del dopo. […] Oggi qualsiasi nuovo intervento va posto nel quadro di un percorso di pacificazione condivisa dai libici. L'Italia contribuirà ma a queste condizioni".

E ancora, sulla Siria, per Gentiloni "l'Italia ha fatto la sua parte: due anni fa è stata la prima, grazie all'ex ministro Bonino, a scoraggiare la tentazione di "risolvere" la crisi siriana solo con qualche bombardamento contro Assad. […] Ora si parla di transizione politica" anche se, il ministro ne è convinto, "la diplomazia fatica in questo mondo senza superpotenze".

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