Europa sta guardando all’Iran

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Il segretario di Stato USA John Kerry ha esortato il Congresso a ratificare l’accordo con l’Iran.

Nel farlo Kerry non pensava alla Repubbica Islamica, bensì all'Europa, che potrebbe voltare le spalle agli USA. Allora le sanzioni antirusse, imposte da Washington, rimarrebbero sospese nell'aria. "Esiste un gran numero di giocatori che… potrebbero venire all'idea di un'altra valuta di riserva a seguito della politica poco saggia degli Stati Uniti", — ha detto il segretario di Stato..

Nel caso di un approccio sbagliato degli americani il dollaro potrebbe crollare, ha detto a "Sputnik Pesian" il politologo iraniano Hassan Hanizadeh, direttore dell'agenzia di stampa Mehr:

"Negli ultimi 12 anni, quando gli USA irrigidivano le loro sanzioni unilaterali contro l'Iran, le aziende americane hanno dovuto rassegnarsi a grandi perdite finanziarie. Nello stesso periodo, a causa dell'interruzione delle relazioni con Teheran, hanno perso circa 400 miliardi di dollari anche le aziende dell'UE. Oggi queste aziende vogliono rilanciare a  tutto campo le relazioni economiche e commerciali con l'Iran.

Se il gruppo dei sei non firmava con l'Iran l'intesa del 14 luglio, il valore del dollaro alle borse mondiali sarebbe crollato seriamente, specie nel contesto della riduzione dei prezzi petroliferi, con conseguenti danni finanziari senza precedenti agli Stati Uniti, perché la maggior parte delle transazioni in tutto il mondo viene effettuata in dollari. Pertanto i timori di John Kerry sono fondati".

Kerry ha anche detto che se l'accordo con l'Iran  non sarà ratificato, ciò potrà destabilizzare i rapporti degli USA con i loro alleati, mettendo a rischio la loro cooperazione su altri temi importanti.

Secondo Hassan Hanizadeh, sarebbe a rischio anche la reputazione del presidente Obama:

"Se l'accordo con l'Iran non sarà ratificato, chi perde sarà il presidente Obama. Sarà compromessa la sua reputazione del politico che recentemente ha ricevuto il Nobel per la pace. Sia negli USA che all'estero sorgeranno dei grossi dubbi circa la consistenza della politica di Obama in merito alle questioni più importanti".

Nel caso della mancata ratifica, da parte del Congresso USA, dell'intesa nucleare, Iran rinuncerà automaticamene agli obblighi che sono stati imposti su di esso dal documento in questione. Il sistema politico degli Stati Uniti riconosce al presidente il diritto di veto, ma i rapporti tra il Congresso e la Casa bianca già sono lontani dall'essere ideali, pertanto un nuovo deterioramento di questi rapporti potrebbe provocare una crisi politica negli Stati Uniti.    

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