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A Tokyo c’è chi vorrebbe barattare la Crimea con isole Curili

© Sputnik . Sergey KrasnouhovКурильские острова, остров Шикотан
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L’ex membro del parlamento giapponese Muneo Suzuki propone un “grande affare” con Mosca.

Il politico ha dichiarato che Tokyo deve riconoscere la Crimea parte della Russia e revocare le sanzioni in cambio delle isole Curili. Tuttavia gli esperti della Russia, intervistati dall'edizione online "Vzglyad", dubitano che gli USA possano consentire al Giappone di discutere un tale "baratto" anche solo in termini ipotetici.

Il problema delle isole può essere risolto, ha dichiarato lunedì l'ex membro del parlamento giapponese Muneo Suzuki, esortando il governo a fare delle concessioni a Mosca. Se il Giappone vuole riavere le isole Curili, non deve allinearsi alla posizione dell'Occidente sulla questione ucraina.

© Sputnik . Сергей Кривошеев / Vai alla galleria fotograficaLa natura delle Isole Curili
La natura delle Isole Curili - Sputnik Italia
La natura delle Isole Curili

Suzuki non è il primo a parlare del "grande baratto". Ancora nel 1956 l'Unione Sovietica si era dichiarata disposta a restituire al Giappone due delle quattro isole, in cambio del trattato di pace.

Il politologo Oleg Matveychev, docente presso la Scuola superiore di economia di Mosca, ha dichiarato che lo scenario del baratto non ha senso. Secondo Matveychev, il Giappone non è un paese sovrano, l'imperatore e il governo non prendono decisioni e tanto meno può decidere un ex parlamentare.

"Nessuno potrà organizzare una trattativa del genere. Primo, perché gli americani non lo permetteranno. I giapponesi continueranno ad attenersi alle sanzioni, incassando perdite colossali", — ha detto il politologo.

L'esperto ha fatto ricordare che negli anni '90 la Russia aveva promosso delle iniziative per migliorare i rapporti col Giappone.

"Sono stati proprio gli americani a impedire ai giapponesi di lavorare con noi. Il tema delle isole era stato quasi dimenticato negli anni '70 e '80, ma poi, negli anni '90, gli americani hanno deciso che doveva essere un punto di intransigenza. Cioè, hanno reso impossibile ogni compromesso, portando la situazione in un vicolo cieco", — ha osservato l'esperto.

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Il politologo Alexander Lukin, che vive in Giappone, fa notare che Tokyo non è disposta a cedere le isole per motivi politici. Non gli pare realistica neanche l'ipotesi di un'amministrazione "congiunta". L'unico compromesso possibile, ma poco probabile, secondo Lukin sarebbe una semplice spartizione delle isole e della piattaforma continentale nel modo che consenta "ad entrambi i paesi di salvare la faccia".

Il politologo fa ricordare che Tokyo insiste che la Russia deve riconoscere la sovranità del Giappone su tutte le isole e passare a Tokyo due isole subito e due nei tempi concordati. "Qualsiasi governo che dicesse che occorre rinunciare almeno ad una delle isole (si pensi a Russia e Cina, che hanno diviso il territorio conteso a metà) sarebbe spazzato via dall'opposizione per aver tradito gli interessi nazionali", — ha detto Alexander Lukin. Inoltre, secondo il politologo, Vladimir Putin, nonostante i rating altissimi nel suo paese, non rinuncerà alle isole.    

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