Crimea, no a centrale nucleare. Si cercano soluzioni energetiche più veloci

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Il governo ha scartato l’ipotesi, in quanto servirebbero anni per creare la struttura.

Le autorità della Crimea hanno discusso della possibilità di costruire una centrale nucleare sulla penisola, ma alla fine hanno rigettato la proposta. Lo ha affermato il ministro dell'Energia, Sergey Yegorov. Secondo quanto ha riferito il suo omologo russo, Alexander Novak, c'è un piano che prevede la creazione di un "ponte energetico" con la regione di Krasnodar, in base al quale la Crimea riceverà più di 400 MW di energia quotidianamente, nell'ottica di raggiungere l'indipendenza energetica dall'Ucraina. L'iniziativa dovrebbe essere implementata entro la fine dell'anno.

"Sono state discusse dodici o 13 opzioni — ha detto Yegorov a Ria Novosti —, inclusa la costruzione di una centrale atomica".

Questa idea, però, è stata scartata in quanto occorrerebbero anni per edificare la struttura, mentre il governo locale cerca soluzioni più veloci. La Penisola, a marzo del 2014, a seguito di n referendum ha deciso di staccarsi dall'Ucraina e di chiedere l'annessione formale, accettata, alla Russia. Al momento, però, è ancora ampiamente dipendente da Kiev per quanto riguarda le forniture energetiche.    

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