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Italia, tagli alla Sanità: il governo chiederà la fiducia

© AP Photo / Andrew MedichiniIl governo italiano
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Il provvedimento, contestatissimo dalle regioni, voluto da palazzo Chigi nell'ottica della spending review per il recupero di risorse e l'abbattimento della pressione fiscale.

Ricominciato questa mattina nell'aula del Senato il decreto legge sugli Enti Locali, in cui è inserito il discusso comma relativo al taglio delle spese sanitarie regionali.

Ieri per 4 volte è venuto a mancare il numero legale a Palazzo Madama ed allora il governo, fanno filtrare fonti riservate da palazzo Chigi, potrebbe ricorrere ancora una volta alla questione di fiducia per arrivare ad una rapida approvazione del decreto.

Il testo, che accorpa i risultati del piano concordato dalla Conferenza Stato-Regioni dello scorso 2 luglio, prevede tagli e razionalizzazione della spesa sanitaria per risparmi complessivi da quasi 7 miliardi nei prossimi tre anni.

Nel particolare, il provvedimento che dovrebbe dare un primo impulso alla spending review in materia di sanità, prevede il taglio delle prestazioni specialistiche definite non essenziali: in pratica oltre una certa soglia, e secondo una lista di esami clinici che verrà stilata in un successivo decreto, i cittadini saranno chiamati a pagare un surplus sulle prestazioni sanitarie, Stesso dicasi per i medici, su cui aumenteranno controlli e sanzioni in caso di "prescrizione facile" di esami e controlli specialistici non necessari.

Altro capitolo da cui verranno recuperate nelle intenzioni del governo cifre importanti è quella della razionalizzazione delle strutture ospedaliere, ma il grosso dovrebbe comunque arrivare dalla rinegoziazione dei contratti di acquisto di beni e servizi con la previsione della centrale unica di acquisti.

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Le regioni hanno già fatto sapere di non essere d'accordo col piano, che rischia secondo molti assessori regionali alla Sanità di mettere in crisi un settore delicatissimo. Molti denunciano di avere già proceduto a tagli importanti nel 2012, paventando il rischio di inefficienza del servizio sanitario e di maggiori esborsi da parte dei cittadini. Secca la replica del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, secondo cui non si sta provvedendo a tagli alla sanità, ma una razionalizzazione della spesa. 

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