Le prime pagine italiane del 28 luglio

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Diversi gli argomenti che aprono le prime pagine italiane di oggi con le previsioni FMI sul lavoro in Italia, il crollo delle borse asiatiche e la crisi dell'amministrazione di Roma

Su molti quotidiani poi la notizia dell'emendamento PD sulle intercettazioni pubblicate abusivamente: niente carcere per i giornalisti.

 "Crisi, 20 anni per recuperare" è il titolo del Corriere della Sera, che rilancia in prima pagina lo studio FMI sulle ricadute della crisi finanziaria di questi anni: per Washington all'Italia serviranno due decenni per tornare ai livelli pre-crisi. Di spalla il Capo dello Stato alla Conferenza degli ambasciatori italiani alla Farnesina: Gli egoismi pesano sull'Europa, ci batteremo per i marò.

"Il crollo cinese spaventa tutte le borse" è la scelta de La Stampa che riferisce del tonfo di Shangai di ieri, che ha trascinato in basso tutti i listini mondiali. A centro pagina la notizia dell'emendamento PD al senato che esclude pene detentive per la stampa: registrazioni, niente carcere per i cronisti.

"Roma sul baratro, lascia anche Sel. Sanità, è battaglia" titolo composito per la Repubblica che mescola nel lancio principale la questione romana ed i tagli alla Sanità, misura richiesta dal governo per il recupero di risorse. Anche su La Repubblica poi l'allarme FMI, che "gela l'Italia: vent'anni per tornare ai livelli pre-crisi".

Stesso argomento per il cattolico Avvenire che titola "Generazione perduta", con riferimento proprio a quei 2 decenni che il Fondo Monetario prevede come necessari per ritornare ai livelli occupazionali precedenti alla crisi.

Per l'Unità, tornato in edicola da poche settimane, la politica nazionale apre a tutta pagina l'edizione di oggi su "Sanità, così si tagliano gli sprechi", con la descrizione nelle pagine interne del "patto tra governo e regioni per migliorare i servizi ai cittadini: efficienza, qualità, costi standard — si legge nel sommario della notizia — e centrale unica degli acquisti in tutta Italia".

Un'intervista al Procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato fa da apertura a Il Fatto Quotidiano, che estrapola una frase del magistrato siciliano per fare il titolo: "Il bavaglio istiga all'omertà", con chiaro riferimento allo stop alle registrazioni richiesto dalla nuova disciplina delle intercettazioni telefoniche e ambientali in discussione in parlamento.

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