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Dammi una vespa... e ti porto in vacanza in Russia! (seconda parte)

© Sputnik . Aleksandr KriazhevUna strada russa
Una strada russa - Sputnik Italia
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Immaginate per un secondo di lasciare la vostra calda città e trovarvi nella foresta siberiana a bordo di una vespa. I boschi, la strada, il contatto con la natura, nuove culture e persone che lasciano dentro ricordi indelebili.

Non è un colpo di calore, ma l'essenza del viaggio,  quello intrapreso da Stefano Medvedich, partito ad aprile da Gallipoli per raggiungere Magadan, nell'estremo nord russo.

Il viaggio di Stefano, 63 anni, professore di francese in pensione è ancora in corso. Mentre si trova ad Ufa, ospite "di amici di amici" racconta a Sputnik Italia le sue impressioni, prima di rimettersi in moto e prendere la via del sud della Russia per il lungo ritorno in direzione del tacco d'Italia attraverso Georgia, Armenia, Turchia e Grecia.

© Foto : Google MapsIl viaggio di Stefano Medvedich
Il viaggio di Stefano Medvedich - Sputnik Italia
Il viaggio di Stefano Medvedich

Com'è la Russia e come ti sono sembrati i russi una volta sceso dalla sella?

"Il contatto con il popolo russo è stato la sorpresa più bella di questo viaggio. Non sono una persona che ha pregiudizi, ma ciò che si legge sui giornali e trasmettono in TV hanno condizionato negativamente la mia percezione. Mi aspettavo di trovare persone fredde e scostanti, invece….. Io viaggio da quando avevo 17 anni e le ho provate tutte: prima l'autostop, poi quando la situazione economica si è stabilizzata la gip, ora la vespa. Di persone ne ho viste e conosciute tante e di tutti i tipi. Ma mai avrei immaginato di trovare proprio in Russia persone fantastiche, che si sono sempre prodigate per aiutarmi e lo hanno fatto in maniera così disinteressata. In altri paesi è capitato che mi desse una mano poi mi chiedesse dei soldi, mentre in Russia mai. In tutte le città ho trovato delle persone disponibili ad ospitarmi, ad aiutarmi a riparare la moto, a trovare un posto dove dormire. Qualcuno spinto dalla curiosità, qualcuno spinto dalla passione per l'Italia, tutti, credo, da un genuino senso di ospitalità. Mi emoziono a dirlo e forse lo realizzerò solo quando sarò tornato a casa, ma senza i russi il mio sarebbe stato un viaggio drammatico, invece grazie a loro è stato bellissimo."

-Quali tipologie di persone hai conosciuto finora?

"Un pò di tutto. A Mosca mi ha ospitato e fatto da guida Yuri Perez, presidente del Vespa club "El Garage" di Mosca. A Chelyabinsk mi ha datto un enorme appoggio Evgenia, donna russa che ama molto l'Italia e parla benissimo l'italiano. Qualche anno fa era stata in vacanza nel Salento ed aveva conosciuto dei miei amici, così in procinto di partire per il mio "progetto" russo l'ho avvisata e lei ha organizzato una vera e propria catena di Sant'Antonio di contatti, che mi ha fatto sentire a casa in ogni città. La strada poi ha fatto il resto: ad esempio ad Ulan Ude mi ha dato un passaggio un camionista e biker, Valera, che ha caricato la mia vespa sul suo camion, ma l'ha legata male e alla fine è stato lì che si è rotto l'ammortizzatore. Mi ha dato una mano per trovare chi me lo riparasse e poi,  mi ha invitato ad essere suo ospite sulla via del ritorno a Novosibirsk. Io mi aspettavo un'accoglienza spartana, invece suo fratello Victor, ha dato un barbecue in mio onore nella sua enorme villa con più di 100 invitati. In mio onore, robe da matti!"

© Foto : Facebook - Stefano MedvedichStefano Medvedich sulla sua vespa in partenza da Ulan Ude
Stefano Medvedich sulla sua vespa in partenza da Ulan Ude - Sputnik Italia
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Stefano Medvedich sulla sua vespa in partenza da Ulan Ude
© Facebook, Stefano MedvedichVespisti russi al lavoro per realizzare un nuovo parabrezza per la vespa di Stefano Medvedich
Vespisti russi al lavoro per realizzare un nuovo parabrezza per la vespa di Stefano Medvedich - Sputnik Italia
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Vespisti russi al lavoro per realizzare un nuovo parabrezza per la vespa di Stefano Medvedich
© Foto : Facebook, Stefano Medvedich"Quattro camionisti si fermano, uno dopo l'altro, per darmi aiuto dopo aver forato. Uno di loro Evgenj si offrirà di dare un passaggio a me e alla Vespa sino a Cita facendomi risparmiare 2000 km di pista"
Quattro camionisti russi si fermano per aiutare Stefano, a bordo strada con la sua Vespa - Sputnik Italia
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"Quattro camionisti si fermano, uno dopo l'altro, per darmi aiuto dopo aver forato. Uno di loro Evgenj si offrirà di dare un passaggio a me e alla Vespa sino a Cita facendomi risparmiare 2000 km di pista"
© Foto : Facebook Stefano MedvedichStefano e un amico di strada, il camionista Evgenij
Stefano e un amico di strada, il camionista Evgenij - Sputnik Italia
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Stefano e un amico di strada, il camionista Evgenij
© Foto : Facebook, Stefano MedvedichFoto di gruppo a Krasnoyarsk con i motociclisti e la polizia stradale del loco
Foto di gruppo a Krasnoyarsk con i motociclisti e la polizia stradale del loco - Sputnik Italia
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Foto di gruppo a Krasnoyarsk con i motociclisti e la polizia stradale del loco
© Foto : Facebook Stefano MedvedichFoto di gruppo con gli studenti di una scuola della Buriatia
Foto di gruppo con gli studenti di una scuola della Buriatia - Sputnik Italia
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Foto di gruppo con gli studenti di una scuola della Buriatia
© Foto : Facebook Stefano MedvedichPrima dell'arrivo a Chelyabinsk
Prima dell'arrivo a Chelyabinsk - Sputnik Italia
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Prima dell'arrivo a Chelyabinsk
© Foto : Facebook Stefano MedvedichStefano Medvedich ospite a casa di Ruslan e suo padre, ad Ufa
Stefano Medvedich ospite a casa di amici russi - Sputnik Italia
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Stefano Medvedich ospite a casa di Ruslan e suo padre, ad Ufa
© Foto : Facebook Stefano MedvedichLa vespa di Stefano Medvedich ad una stazione di servizio
La vespa di Stefano Medvedich ad una stazione di servizio - Sputnik Italia
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La vespa di Stefano Medvedich ad una stazione di servizio
© Foto : Facebook, Stefano MedvedichStefano Medvedich all'arrivo a Mosca sulla Piazza del Maneggio
Stefano Medvedich all'arrivo a Mosca sulla Piazza del Maneggio - Sputnik Italia
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Stefano Medvedich all'arrivo a Mosca sulla Piazza del Maneggio
© Foto : Facebook Stefano MedvedichStefano Medvedich si definisce "prima di tutto un viaggiatore" e prima della Russia è stato in Vespa in Africa
Stefano Medvedich si definisce prima di tutto un viaggiatore e prima della Russia è stato in Vespa in Africa - Sputnik Italia
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Stefano Medvedich si definisce "prima di tutto un viaggiatore" e prima della Russia è stato in Vespa in Africa
© Foto : Facebook Stefano Medvedich"Soli in Africa, io e la mia vespa" il libro in cui Stefano ha raccolto le sue impressioni sul viaggio in Africa
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"Soli in Africa, io e la mia vespa" il libro in cui Stefano ha raccolto le sue impressioni sul viaggio in Africa
© Facebook, Stefano MedvedichVespisti russi al lavoro per realizzare un nuovo parabrezza per la vespa di Stefano Medvedich
Vespisti russi al lavoro per realizzare un nuovo parabrezza per la vespa di Stefano Medvedich - Sputnik Italia
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Vespisti russi al lavoro per realizzare un nuovo parabrezza per la vespa di Stefano Medvedich
© Foto : Facebook - Stefano MedvedichStefano Medvedich sulla sua vespa in partenza da Ulan Ude
Stefano Medvedich sulla sua vespa in partenza da Ulan Ude - Sputnik Italia
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Stefano Medvedich sulla sua vespa in partenza da Ulan Ude
© Foto : Facebook, Stefano Medvedich"Quattro camionisti si fermano, uno dopo l'altro, per darmi aiuto dopo aver forato. Uno di loro Evgenj si offrirà di dare un passaggio a me e alla Vespa sino a Cita facendomi risparmiare 2000 km di pista"
Quattro camionisti russi si fermano per aiutare Stefano, a bordo strada con la sua Vespa - Sputnik Italia
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"Quattro camionisti si fermano, uno dopo l'altro, per darmi aiuto dopo aver forato. Uno di loro Evgenj si offrirà di dare un passaggio a me e alla Vespa sino a Cita facendomi risparmiare 2000 km di pista"
© Foto : Facebook Stefano MedvedichStefano e un amico di strada, il camionista Evgenij
Stefano e un amico di strada, il camionista Evgenij - Sputnik Italia
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Stefano e un amico di strada, il camionista Evgenij
© Foto : Facebook Stefano MedvedichPrima dell'arrivo a Chelyabinsk
Prima dell'arrivo a Chelyabinsk - Sputnik Italia
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Prima dell'arrivo a Chelyabinsk
© Foto : Facebook, Stefano MedvedichFoto di gruppo a Krasnoyarsk con i motociclisti e la polizia stradale del loco
Foto di gruppo a Krasnoyarsk con i motociclisti e la polizia stradale del loco - Sputnik Italia
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Foto di gruppo a Krasnoyarsk con i motociclisti e la polizia stradale del loco
© Foto : Facebook Stefano MedvedichFoto di gruppo con gli studenti di una scuola della Buriatia
Foto di gruppo con gli studenti di una scuola della Buriatia - Sputnik Italia
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Foto di gruppo con gli studenti di una scuola della Buriatia
Due miti in una foto: Lenin e la Vespa
Due miti a contatto la Vespa e Lenin - Sputnik Italia
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Due miti in una foto: Lenin e la Vespa
© Foto : Stefano MedvedichLa vespa in sosta su una strada degli Urali
Una strada sugli Urali - Sputnik Italia
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La vespa in sosta su una strada degli Urali
© Foto : Facebook, Stefano MedvedichStefano Medvedich all'arrivo a Mosca sulla Piazza del Maneggio
Stefano Medvedich all'arrivo a Mosca sulla Piazza del Maneggio - Sputnik Italia
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Stefano Medvedich all'arrivo a Mosca sulla Piazza del Maneggio
© Foto : Facebook Stefano Medvedich"Soli in Africa, io e la mia vespa" il libro in cui Stefano ha raccolto le sue impressioni sul viaggio in Africa
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"Soli in Africa, io e la mia vespa" il libro in cui Stefano ha raccolto le sue impressioni sul viaggio in Africa
© Foto : Facebook Stefano MedvedichStefano Medvedich si definisce "prima di tutto un viaggiatore" e prima della Russia è stato in Vespa in Africa
Stefano Medvedich si definisce prima di tutto un viaggiatore e prima della Russia è stato in Vespa in Africa - Sputnik Italia
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Stefano Medvedich si definisce "prima di tutto un viaggiatore" e prima della Russia è stato in Vespa in Africa

-Certo, un italiano in mezzo alla tundra su una vespa non lo incontrano tutti i giorni. Non trovi?

"E' vero, però anche da noi sui russi se ne sentono di tutti i colori. Penso a tutte le volte che i russi vengono dipinti come arroganti e presuntuosi, poi guardo la mia vespa, penso ai momenti passati a preparare la pasta a casa di chi mi ospitava o mi ha dato una mano a ripararla e mi rendo conto che sono tutte fesserie!Lo stesso vale per i camionisti: i camionisti russi non godono affatto di buona fama, invece mi hanno fatto ricredere. Lavorare sulle strade russe, in condizioni pericolose è molto difficile, ed a loro va la mia massima stima, per me sono stati dei veri angeli. Quanto a noi italiani, devo ammettere che abbiamo un certo credito da parte dei russi. Impazziscono per noi, credo soprattutto grazie alla straordinaria eredità culturale del nostro paese, più che per quello che succede oggi. Hanno un'amore sconfinato per il nostro patrimonio artistico, culturale, gastronomico, musicale. Il fatto di essere italiano mi ha aiutato nel farmi aiutare. Indubbiamente. Qualcuno me lo ha anche detto sottovoce, "sai, ad aiutare un italiano non ci sono problemi, ma se fossi stato un tedesco o un francese chissà".

-Quanti chilometri percorri in media ogni giorno?

"Dai 400 ai 500. Una volta nella tappa che mi ha portato a Krasnoyarsk sono arrivato a 750 km, che fatti in vespa e sulle strade della Siberia sono qualcosa di sovraumano."

-Come ti sei preparato a questo viaggio?

"Per lo più solo dal punto di vista burocratico, per ottenere il visto di tre mesi. Poco dal punto di vista culturale perchè non ho avuto il tempo di leggere molto, a parte le guide ed, ahimè, mi ha colto impreparato anche il clima, perchè qui in Russia cambia spesso. Io non ero così preparato a sbalzi repentini dal caldo al freddo, alla pioggia, al sole, che in moto si patiscono molto di più."

-Il cognome Medvedich è il tuo, oppure è una sorta di pseudonimo che hai scelto prima del viaggio in funzione della destinazione?

"E' il mio. Mio padre era di Rjeka — Fiume. Un giorno mi hanno fermato dei poliziotti sulla strada. Quando hanno aperto il passaporto ed hanno letto il mio cognome si sono messi a ridere e mi hanno abbracciato."

© Foto : Facebook, Stefano MedvedichFar sorridere due poliziotti russi è un impresa difficile, ma anche in questo è riuscito Stefano Medvedich
Far sorridere due poliziotti russi è un impresa difficile, ma anche in questo è riuscito Stefano Medvedich - Sputnik Italia
Far sorridere due poliziotti russi è un impresa difficile, ma anche in questo è riuscito Stefano Medvedich

-Con la lingua come te la sei cavata?

"Da giovane, quando avevo vent'anni, ho studiato il russo all'università e quanto meno so leggerlo. Conosco qualche parola che mi capita di usare di più —nel corso dell'intervista più volte Stefano ha usato il nome russo "gostiniza" anzichè l'italiano "albergo — ma in generale mi arrangio con il traduttore sul cellulare."

-Di quali supporti tecnologici ti sei avvalso?

"A parte la Vespa, nulla. Non uso il gps e non ho attivato il navigatore sul telefonino. Per tutta la durata del mio viaggio ho studiato l'itinerario solo con le carte, mentre, di volta in volta chi mi ospitava mi dava una mano a tracciare il percorso per le tappe successive."

-Il tuo viaggio continua ancora, poi ha già pensato cosa farai una volta rientrato in Italia questo autunno?

"Prima devo percorrere le strade del sud della Russia: Rostov, Vladikavkaz, poi la Georgia. Da lì andrò in Armenia e poi attraverserò tutta la Turchia, infine la Grecia e poi il traghetto per l'Italia. Abbraccerò i miei cari e subito dopo mi metterò a scrivere un libro sulla mia esperienza. Ho già pensato alla frase con cui aprirlo:

"Nessun russo ti farà mai sentire lontano da casa".


Leggi la prima parte dell'intervista

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