Sky News: Diffusa identità capo scafisti in Libia

© AFP 2022 / Abdullah DomaSecondo le notizie non confermate le autorità islamiche che controllano l'ovest ed in cambio del suo rientro in Italia avrebbero chiesto il riconoscimento politico del governo di Tripoli
Secondo le notizie non confermate le autorità islamiche che controllano l'ovest ed in cambio del suo rientro in Italia avrebbero chiesto il riconoscimento politico del governo di Tripoli - Sputnik Italia
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L'emittente britannica svela l'identità del capo dell'organizzazione che gestisce il traffico di essere umani dalla Libia.

Un'inchiesta di Alex Crawford, giornalista di Sky News, svela il nome del presunto capo dell'organizzazione di trafficanti di esseri umani dalla Libia. In un articolo pubblicato ieri sul sito web dell'emittente in cui viene presentato un documentario intitolato "Contrabbandieri di persone", vengono citate la polizia italiana ed il pubblico ministero titolare dell'inchiesta, che ha portato all'arresto, tra gli altri, dell'etiope Ermias Ghermay, fermato in Italia lo scorso 20 aprile nell'ambito dell'operazione Glauco 2, contro i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo.

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Ghermay, che 3 mesi fa era stato arrestato dagli uomini della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, è stato preso dagli inquirenti italiani, come raccontato da Crawford, con le stesse tecniche utilizzate per la caccia ai mafiosi.

Il documentario, presentato come la caccia al più pericoloso trafficante di uomini del mondo, ricostruisce l'operazione che ha portato all'arresto di Ghermay, confermando quanto sospettato dagli inquirenti italiani già da alcuni mesi, ossia che si tratti non solo di uno degli esponenti di rango dell'organizzazione, ma del capo assoluto del gruppo criminale che organizza i viaggi della speranza attraverso il Canale di Sicilia.

In particolare, ad indirizzare su questa pista gli investigatori italiani ci sarebbe un'intercettazione telefonica da cui è stato possibile collegare Ghermay con la tragedia al largo delle coste di Lampedusa dell'ottobre 2013, in cui persero la vita 366 persone. Da lì in poi, altre intercettazioni hanno reso possibile ricostruire la sofisticata rete di Ghermay, che dalle coste libiche si estende in tutta l'Africa subsahariana.

Intervistato da Crawford, sottoscrive quanto descritto nel documentario lo stesso titolare delle indagini italiane, il pm Geri Ferrara.

"Tutti sanno il suo nome ed il suo numero".

Questa la disarmante conferma di Ferrara a proposito di Ghermay e dell'impotenza delle forze dell'ordine italiane nel dipanare la matassa del traffico di esseri umani in un Paese diviso e che non riesce ad offrire collaborazione.

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