Il premier russo Medvedev ottimista sulla fine delle tensioni tra Occidente e Mosca

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Il premier russo Dmitry Medvedev ha ribadito l'insensatezza delle sanzioni, ma allo stesso tempo è fiducioso sulla conclusione del braccio di ferro tra Mosca e l'Occidente. In ogni caso la Russia continuerà a difendere i produttori nazionali anche dopo la revoca delle sanzioni.

In un'intervista con la compagnia radiotelevisiva nazionale "Radio e Televisione della Slovenia" (RTV Slovenia), riguardo per quanto tempo possa protrarsi il confronto tra l'Occidente e la Russia, il primo ministro russo Dmitry Medvedev ha detto:

"Non so per quanto tempo questo conflitto durerà, perché non lo abbiamo iniziato noi. Abbiamo più volte detto che la strada delle sanzioni è senza senso perché non conduce da nessuna parte e di solito non risolve nulla, ad eccezione del fatto che rovina i rapporti e poi ci vogliono lunghe e dispendiose trattative per riparare tutto.

Porterò un altro esempio, generalmente non legato né alla Russia né all'Europa, tuttavia è molto dimostrativo. Anche due esempi. Nei riguardi dell'Unione Sovietica le sanzioni sono state introdotte 10 volte nel XX secolo. Possiamo relazionarci in modi differenti verso l'Unione Sovietica, era uno Stato abbastanza difficile, ma mai l'Unione Sovietica ha mollato. Da poco si sono conclusi con successo, e mi congratulo con tutto questo, i negoziati tra l'Iran, il sestetto di mediatori internazionali e i rappresentanti della UE. E allora? Perché perdere tempo, come si dice? Le sanzioni sono un vicolo cieco.

Uno dei vostri leader da qualche parte ha detto: sapete, il nostro scambio con la Russia è sceso di quasi il 40%, il che significa che le sanzioni sono efficaci ed hanno ottenuto il loro risultato. Si possono avere atteggiamenti diversi verso la Russia, ci si può relazionare in modo diverso riguardo i nostri rapporti, ma se il volume d'affari è sceso del 40%, sono colpiti sia gli interessi dei produttori sloveni sia gli interessi commerciali sloveni. Cosa c'è da gioire? Mi sembra che una logica così assurda non debba avere spazio. Siamo consapevoli che la Slovenia è parte dell'Unione Europea, un membro della NATO: avete i vostri obblighi. Ma rallegrarsi che le nostre economie si contraggono insieme, che cadono i volumi commerciali, così come la cooperazione, non vale la pena, ritengo.

Sono fondamentalmente ottimista, credo che in ogni caso, prima o poi si arriverà ad una conclusione.

Le nostre misure di risposta sono qualcosa di puramente pragmatico. Le nostre risposte riguardano il settore agroalimentare, ora siamo attivamente impegnati nella sostituzione dei prodotti agricoli e alimentari. Abbiamo un Paese enorme, un'enorme agricoltura, certamente possiamo avere da mangiare. Il ciclo agricolo è calcolato per un anno, in modo che i nostri agricoltori possano pianificare per un arco di tempo lungo… Non abbiamo alcun desiderio di mostrare concretamente che prolunghiamo il tutto per un periodo più lungo. Ma sicuramente difenderemo i propri interessi nazionali e tuteleremo i produttori nazionali."

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