Gli USA aumentano gli aiuti militari a Israele e Arabia Saudita

© REUTERS / Ints KalninsIl carro armato Abrams nel porto di Riga dove e`arrivato per far parte di esercitazione della NATO
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Obiettivo: evitare un attacco preventivo alle infrastrutture nucleari iraniane.

Risposta: accelerare i trasferimenti di armi e di finanziamenti di natura militare agli stati del Golfo Persico, principali avversari di Teheran nella lotta per l'egemonia regionale.

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Ashton Carter, ha tracciato un quadro inaspettatamente positivo delle relazioni tra gli Usa e l'Arabia Saudita ieri, a margine della sua visita a Jeddah.

Secondo il New York Times, Carter ha dichiarato che la monarchia saudita guarda con favore all'accordo sul nucleare dell'Iran annunciato a Vienna la scorsa settimana. Carter, che ha incontrato per la prima volta il re saudita Salman, ha anche annunciato che il monarca visiterà gli Stati Uniti il prossimo autunno e che Riad ha promesso la massima cooperazione nella guerra contro lo Stato islamico.

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La descrizione delle relazioni bilaterali fornita dal segretario Usa, che, proseguendo il suo viaggio, è già arrivato in Giordania, ha colto di sorpresa stampa e analisti, dal momento che negli ultimi mesi Riad non ha mancato di dar voce alle sue riserve circa l'accordo sul nucleare tra le maggiori potenze mondiali e l'Iran, suo avversario diretto per l'egemonia regionale.

D'altra parte, l'amministrazione del presidente Usa, Barack Obama, ha lanciato una decisa attività diplomatica volta a fugare lo scetticismo degli alleati mediorientali circa la bontà dell'accordo sul nucleare.

E, come ampiamente prevedibile, la campagna di Washington si tradurrà anche in un cospicuo incremento degli aiuti militari concessi dal governo Usa all'Arabia Saudita e a Israele. L'obiettivo delle attività diplomatiche consiste soprattutto nell'accelerazione di trasferimenti di armi e di finanziamenti di natura militare agli stati del Golfo Persico, principali avversari di Teheran nella lotta per l'egemonia regionale.

Uno dei punti dell'accordo che è stato più contestato dagli alleati degli Usa è la revoca all'esportazione di armi e tecnologie balistiche all'Iran, che dovrebbe scattare rispettivamente entro cinque e otto anni.

Washington vuole evitare a tutti i costi che le preoccupazioni dell'Arabia Saudita e di Israele culminino in un attacco preventivo alle infrastrutture nucleari iraniane, oppure che Riad tenti a sua volta di percorrere la via della nuclearizzazione.

Per evitare questi scenari, gli USA scelgono quindi la via più semplice: inviare nella regione mediorientale nuovi carichi d'armi convenzionali.

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