Le prime pagine italiane del 21 luglio

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Il rapimento dei 4 tecnici italiani della Bonatti in Libia è la notizia di primo piano per quasi tutti i quotidiani italiani, dove trovano spazio le polemiche sul governatore siciliano Crocetta e la morte dello stilista Elio Fiorucci. In prima anche la decisione sui migranti a livello UE.

"Italiani rapiti, tutti i misteri". Apre così il Corriere della Sera che, a proposito della notizia dei 4 tecnici della Bonatti di Parma rapiti in Libia, ne evidenzia i punti oscuri, con "la pista delle bande" che fa capolino nell'occhiello. In taglio alto la politica, con "Il PD pronto a sfiduciare Crocetta, il governatore: Datemi un mese".

La Libia è attualmente divisa in due autorità separate dallo scorso anno. - Sputnik Italia
Quattro italiani sequestrati in Libia

"Silenzio sugli italiani rapiti in Libia" è la scelta de La Stampa, che riporta le parole del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: "Pericoloso restare". Poi a centro pagina l'addio allo stilista Elio Fiorucci "l'uomo che ci vestì di colori".

Su La Repubblica è "Paura in Libia, rapiti dalle milizie 4 tecnici italiani", poi nel sommario "lavoravano al gasdotto, presi al ritorno dalla Tunisia".

Politica italiana in primo piano su Il Fatto Quotidiano, che sceglie l'annuncio di qualche giorno da del premier Renzi a proposito di riduzione della pressione fiscale: “Tasse, il piano non esiste. Le coperture non ci sono, i dettagli neppure. Perchè sabato Renzi ha improvvisato”.

Per il Giornale il rapimento dei 4 tecnici rappresenta la conferma che, come recita il titolo a tutta pagina, nel caos Libia è “caccia agli italiani”. Poi nel catenaccio leggiamo “La certezza degli 007, cinque terroristi sbarcati in Sicilia”.

La questione migranti, con la riduzione ulteriore rispetto alla quota dei 40mila in due anni proposti inizialmente, fa da prima notizia per il cattolico Avvenire, che titola polemicamente “Chi accoglie e chi no”, con riferimento alle politiche di accoglienza a due velocità di alcune realtà locali italiane: “l'Europa limita le sue quote a 32mila persone. In Italia la Chiesa agisce e finisce sotto attacco”. Il riferimento è alle offese ricevute dal vescovo di Avezzano, da parte dell'estrema destra abruzzese, che lo accusano di favorire l'arrivo e la prima accoglienza dei migranti. 

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