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La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

Intervista ai volontari afghani contro ISIS: prima vogliono l'Asia centrale, poi la Russia

© AP Photo / Rahmat GulSoldato afghano
Soldato afghano - Sputnik Italia
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Dopo diversi mesi turbolenti la situazione tesa in Afghanistan si aggrava con l'attività dei combattenti di ISIS in alcune province.

Secondo l'edizione dari e pashtu di Sputnik, la prima cellula di ISIS in Afghanistan si è formata nella provincia meridionale di Helmand: è guidato da uno dei comandanti talebani, il mullah Rauf Khadem. Dopodichè uomini con le bandiere nere del califfato poco a poco hanno fatto la loro comparsa in altre zone del Paese. Gli analisti ritengono che ISIS sia estremamente interessata a diffondere la sua influenza in Asia centrale. Da qui i fondamentalisti dell'Afghanistan possono spingersi verso i confini settentrionali con il Turkmenistan, l'Uzbekistan e il Tagikistan.

Il governo insieme con il contingente internazionale ISAF non ha ancora potuto organizzare una valida resistenza ai ribelli di ISIS, che saccheggiano i villaggi ed uccidono i civili. In soccorso delle autorità arrivano gruppi armati di volontari formati da civili. Una di queste brigate è apparsa qualche mese fa con la denominazione "Morte ad ISIS e ai terroristi". Il loro leader Haji Mohammad Mahdiyar ha rilasciato un'intervista all'edizione dari di Sputnik:

"Abbiamo fondato il movimento "Morte ad ISIS e ai terroristi" per dimostrare a noi stessi e alla leadership del Paese che ci si può opporre al terrorismo! Io e i miei compagni di lotta vogliamo sostenere il governo nella lotta contro il terrorismo ed attirare l'attenzione a Kabul con le nostre azioni per ottenere un supporto concreto.

Dopo la creazione di un governo di "unità nazionale", i gruppi terroristici antigovernativi hanno iniziato a raggrupparsi nelle province settentrionali del Paese. Già allora era chiaro che una risposta tempestiva alle loro azioni avrebbe inflitto danni non solo ai nostri civili, ma avrebbe minacciato anche la popolazione dei Paesi confinanti. Sappiamo tutti che lo scopo di ISIS, nato dalle ceneri di diversi gruppi terroristici, è prendersi l'Afghanistan, poi avanzare in Asia centrale e in futuro destabilizzare la situazione in Russia.

Per me non c'è differenza tra i talebani e l'ISIS. Per noi entrambi sono terroristi. I talebani sono saliti al potere grazie ad un accordo politico tra alcuni Paesi. Oggi la stessa tattica adottata dai talebani ha portato ISIS in Afghanistan.

Alcuni talebani stanno combattendo contro ISIS, ma alla fine chi soffre? Gli innocenti afghani piuttosto che i signori della guerra e i leader che manovrano e supportano dietro le quinte i terroristi. Chi appoggiava i talebani ora sostiene ISIS. Hanno un unico sponsor. Per noi non è chiaro perchè si sono divisi."

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