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Prodi apre sul taglio del debito greco

© AP Photo / Michael SohnRomano Prodi
Romano Prodi - Sputnik Italia
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Questa Unione Europea, priva di solidarietà e cooperazione, potrebbe rompersi dinanzi ai nostri occhi perchè priva di “interessi comuni” e, altresì, ricca di tensioni che esplodono sempre più spesso e con maggiore veemenza.

"Ho sempre pensato che la Grecia non sarebbe mai stata in grado di pagare il proprio debito, come nel 1953 fu un atto di saggezza tagliare il debito della Germania, che non era in grado di pagarlo. Tagliandoglielo abbiamo dato respiro alla Germania, così ci vuole la stessa magnanimità oggi".

Presidente Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem - Sputnik Italia
Eurogruppo riunito per salvare la Grecia

L'ex premier italiano e Presidente della Commissione Europea, Romano Prodi, oggi, a margine dell'Est forum 2015 di Unicredit in corso a Roma, commentando in generale l'intesa per il terzo salvataggio greco a fronte delle pesanti misure di austerità votate ieri dal parlamento di Atene, si dice convinto che questa nuova Europa, a dominazione tedesca, dovrebbe avere nei confronti della Grecia la stessa generosità mostrata quando in passato, nel 1953, accordò a Berlino il taglio di un debito pubblico insostenibile.

Secondo l'analisi del Professore,

"c'è bisogno di saggezza da parte di un Paese leader che dovrebbe considerare gli interessi di tutti nelle decisioni politiche".

Prodi si sofferma anche sull'analisi della debolezza dell'Europa, e come istituzione e come progetto comune. L'Unione Europea, non avrebbe dovuto sin dall'inizio consentire al Fondo monetario internazionale di vigilare sui conti di un Paese membro:

"Se noi parliamo di grande Europa, di iniziative di grande portata e poi su un problema che vale il 2% del PIL europeo abbiamo bisogno del Fmi, allora vuol dire che non abbiamo fiducia nella forza di noi stessi".

Sul futuro dell'Europa, Romano Prodi, si dice preoccupato per le divergenze politiche fra i Paesi membri e per la mancanza di obiettivi collettivi, questioni che potrebbe distruggere in un prossimo futuro il sogno europeo.

"Ho detto con molta chiarezza che abbiamo evitato il peggio, ma non il male — sottolinea l'ex Presidente della Commissione EU — il peggio è che si rompesse tutto, il male è che in Europa ci sono tensioni e incomprensioni. O l'Europa è un luogo di coesione, di interessi comuni, oppure tutto quello che abbiamo fatto in passato finisce male".    

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