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La sfida contro il tempo di Alexis Tsipras

© AFP 2021 / POOL / IVAN SEKRETAREV I segnali da Bruxelles non sembrano buoni per Alexis Tsipras
I segnali da Bruxelles  non sembrano buoni per Alexis Tsipras - Sputnik Italia
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Zoe Konstantopoulou, la presidente del Parlamento greco, divenuta avversaria del premier Tsipras è ora la cruna dell’ago dalla quale deve passare il voto decisivo per la Grecia.

L'avvocatessa 39enne Zoe Konstantopoulou, la più giovane presidente del Parlamento greco, ha già fatto sapere di essere contraria a qualunque altro sacrificio. E' determinata a restare al suo posto, nonostante i caldi inviti alle dimissioni che le arrivano dalla parte più ortodossa e lealista di Syriza. Quello di domani è un voto di emergenza per tutti, ma non per lei. Anche l'ultima volta ha scelto la strategia della lumaca, rimandando fino a ora tarda la riunione dell'assemblea plenaria. D'altronde, non esistono disposizioni che la obblighino a sottoporre il testo di legge che riceverà da Tsipras all'assemblea plenaria.

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Il regolamento del Parlamento greco non prevede corsie preferenziali. E i deputati favorevoli all'accordo, compresi quelli di Syriza fedeli al premier, che hanno preso in considerazione l'ipotesi di una mozione di censura. Il suo ostruzionismo è considerato quasi un manifesto politico, il primo vagito di un'opposizione a sinistra che sta nascendo intorno a lei e forse a Yanis Varoufakis, il quale ha scritto sul suo blog che quest'accordo è niente più che una "resa della Grecia" che accetta di diventare "vassallo dell'Eurogruppo".

Una totale "umiliazione" del Paese e un "completo annullamento della sovranità nazionale".

L'ex ministro delle Finanze arriva a paragonare l'Eurosummit ad Atene al "golpe dei colonnelli" del '67, "a dir poco il culmine di un colpo di stato.

Probabilmente — scrive Varoufakis sul suo blog — la maggiore differenza economica è che mentre nel 1967 le proprietà pubbliche non vennero prese di mira, nel 2015 i poteri che si muovono dietro il golpe hanno chiesto la cessione di tutte le proprietà pubbliche rimanenti, in modo da metterle a disposizione del rimborso di un debito pubblico insostenibile e non pagabile. Gli europei, anche quelli a cui della Grecia non importa un accidenti, faranno bene a stare attenti".

I cavilli per bloccare un accordo sono comunque molti. Il provvedimento necessita infatti della firma di 50 giuristi e di una maggioranza qualificata, oltre che del via libera da parte dell'intero gruppo di Syriza. Ci sarà tempo utile?

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