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Chi sta politicizzando la tragedia di Srebrenica?

© REUTERS / Antonio BronicSerbia's Prime Minister Aleksandar Vucic lays flowers during a ceremony marking the 20th anniversary of the Srebrenica massacre in Potocari, near Srebrenica, Bosnia and Herzegovina July 11, 2015
Serbia's Prime Minister Aleksandar Vucic lays flowers during a ceremony marking the 20th anniversary of the Srebrenica massacre in Potocari, near Srebrenica, Bosnia and Herzegovina July 11, 2015 - Sputnik Italia
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Il direttore del Centro Simon Wizenthal, Efraim Zuroff, ha detto che la morte dei musulmani a Srebrenica non può essere considerata atto di genocidio.

In un'intervista a Sputnik Serbia, Zuroff ha dichiarato che spesso si abusa della parola "genocidio", come anche della parola "olocausto":

"Non nego che a Srebrenica i serbi abbiano ucciso dei musulmani. Ciò non doveva succedere, i reponsabili devono essere rinviati a giudizio. Tuttavia a Srebrenica non si tratta di genocidio, perché i serbi avevano fatto partire donne e bambini. Quello che è successo dopo, in seguito si è cominciato a politicizzare questa pagina di storia.

Secondo Efraim Zuroff, anche la risoluzione presentata al Consiglio di sicurezza dell'ONU dalla Gran Bretagna, e bocciata dalla Russia, è soprattutto politica.

"L'Occidente voleva che i crimini, commessi dai serbi durante le guerre degli anni '90, diventassero un simbolo, per giustificare il proprio operato in Bosnia. Anche la tragedia di Srebrenica doveva diventare un simbolo. Tuttavia le stesse persone, compreso Bill Clinton, si rifiutarono di riconoscere come genocidio gli eventi in Ruanda. Proprio per questo motivo vi furono uccise così tante persone innocenti".


Srebrenica 20 anni dopo — l'aggressione al premier serbo durante la commemorazione di sabato 11 luglio.


Efraim Zuroff ha rilevato che l'Europa orientale sta cercando di rivedere il concetto di genocidio.

"In Europa in questo momento si sta cercando di rivedere la storia della Seconda guerra mondiale e la storia dell'Olocausto. È in atto un tentativo di equiparare il comunismo e il nazismo, cosa che è storicamente sbagliata. Il comunismo non si poneva lo scopo di sterminare interi popoli e di creare un'industria della morte, come fecero i nazisti.  L'Olocausto divenne un simbolo, pertanto molti cercano di usare questo termine per definire qualsiasi crimine. Noi lo chiamiamo "nostalgia dell'Olocausto". I paesi come Lettonia, Lituania e Estonia, i cui cittadini parteciparono ai crimini di massa, possono scegliere: essere nazione di assassini o nazione di vittime. Naturalmente, preferiscono essere le vittime".    

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