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La Grecia dice "no". E adesso?

© AFP 2021 / Louisa GouliamakiCelebrazioni dopo il referendum in Grecia
Celebrazioni dopo il referendum in Grecia - Sputnik Italia
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La Grecia dice "no" alle condizioni dei creditori. C'è chi lo chiama schiaffo all'Ue, altri gridano vittoria, ma il bello deve solamente cominciare. Martedì è prevista la riunione dell'Eurogruppo, dove sono attese le proposte di Atene.

Nessuno può sapere se la Grecia alla fine uscirà dall'Euro o dall'Unione Europea, ma il voto greco di domenica ha già provocato forti grattacapi.

"Per trovare una soluzione bisogna sedere tutti ad un tavolo: Stati Uniti,  Russia, Cina ed Europa". Questa è l'opinione di Giulio Sapelli, professore ordinario di storia economica all'Università statale di Milano, che ha gentilmente rilasciato un'intervista a Sputnik Italia.

© Foto : FlickrGiulio Sapelli, professore ordinario di storia economica all'Università statale di Milano
Giulio Sapelli, professore ordinario di storia economica all'Università statale di Milano - Sputnik Italia
Giulio Sapelli, professore ordinario di storia economica all'Università statale di Milano

 Quali sono gli scenari economici possibili per la Grecia a suo avviso?

— Dal punto di vista economico ci sono tre soluzioni. La Grecia rischia il default se rimane nell'euro. Se la BCE non finanzia le banche greche, vuol dire anche non finanziare lo Stato greco. Le banche non pagheranno più pensioni e stipendi. Ci sono altri Paesi dell'Europa che premono su questo, tanto è vero che fanno filtrare sui giornali seri come il Financial Times la possibilità che la Grecia attraversi questa fase dotandosi di una moneta come i bitcoin, una moneta alternativa.

Una seconda soluzione è che il Fondo monetario internazionale superando tutte le incertezze della signora Lagarde, che sono poi incertezze degli Stati Uniti, si sostituisca, supplisca il ruolo della Banca Centrale e inneschi una schedularizzazione del debito.

La terza alternativa è che la maggioranza dei Paesi guidati dalla Germania, i Paesi Baltici e sopratutto la Polonia, decida di far uscire la Grecia dall'Euro.

— Il "no" greco non significa ancora un'uscita dall'Euro. Per chi sarebbe scomoda l'uscita della Grecia dalla zona euro?

— I primi a non volere quest'uscita sono le grandi banche internazionali. Molti dicono che il debito greco è piccolo. Queste cose le dice chi non sa cosa sia il debito. Oggi si vende debito, le banche non scrivono più debito al passivo, ma all'attivo perché lo vendono. Il debito è collateralizzato sui dei derivati. I debiti si moltiplicano attraverso la collateralizzazione. Economicamente non è vero che la Grexit non potrebbe avere conseguenze di contagio.

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Secondo me alla fine prevarrà l'interesse degli Stati Uniti di non creare un disastro sul fianco sud della Nato: se la Grecia esce dall'Euro e dall'Unione Europea i russi sono già pronti ad accoglierla nel loro sistema. Mentre noi parliamo adesso sono in corso delle trattative a Cipro tra la minoranza turca, i greci e i russi per dare alla Russia una base a Cipro. Non credo che gli americani possano permettere questo.

Per trovare una soluzione bisogna creare una grande conferenza sulla Grecia e sedere tutti ad un tavolo: Stati Uniti,  Russia, Cina ed Europa.

La soluzione è solo politica e geostrategica.

 Secondo lei che conseguenze può avere sull'Italia la situazione greca? C'è il pericolo del contagio?

— Per quanto riguarda l'Italia forse aumenteranno gli spread, costeranno di più i Btp. Il debito italiano è piccolo. Sono i grandi stati debitori, come la Francia e la Germania, che possono avere grosse ripercussioni. Questo rende ancora più inspiegabile l'atteggiamento ideologico fanatico tedesco. Se prevale la parte non buona della Germania, quella che ha cacciato in esilio Heine a Parigi, allora sarà una catastrofe anche economicamente. La Merkel dovrebbe trovare un compromesso, non tanto con la Francia, ma con gli americani. Gli Stati Uniti devono pagare i debiti. Se vogliamo impedire che la Grecia vada nelle braccia della Russia, gli Stati Uniti devono salvarla tramite il fondo monetario.

Non sono molto ottimista. C'è un problema economico non poco grave, che se non si risolve può portare al contagio. Se si fa una soluzione politico diplomatica è possibile risolvere la situazione. Se lasciamo lavorare solo l'economica può essere un fatto molto grave. 

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