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Grazie alle sanzioni cresce l'interscambio Russia - Asia

© AP Photo / Virginia MayoBandiere UE
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Oggi è stato pubblicato un rapporto dell'Istituto austriaco di ricerca economica (WIFO) sul costo delle sanzioni antirusse per i Paesi della UE. L'economista dell'Istituto Oliver Fritz ha tratto le conclusioni principali di questa relazione per “Sputnik”.

— Le sanzioni contro la Russia non sono una decisione economica, ma politica. Nell'Unione Europea speravamo di influenzare in questo modo Vladimir Putin. Ora i politici europei sono sotto pressione, soprattutto dopo aver visto gli effetti economici negativi delle sanzioni. A mio parere il cancelliere tedesco Angela Merkel è l'artefice delle decisioni in materia di sanzioni. Al momento è riuscita ancora a convincere gli altri a seguire il suo corso. Nel prossimo futuro le sanzioni saranno probabilmente revocate.

Forse a seguito delle perdite economiche la gente inizierà a lamentarsi delle sanzioni, e questo influenzerà i politici. Ma per ora, ne sono certo, le sanzioni rimarranno in vigore, ha detto Oliver Fritz, che ha aggiunto:

— La brutta notizia per l'Europa è la crescita dello scambio commerciale tra la Russia e l'Asia, soprattutto con la Cina. Anche se verranno tolte le sanzioni la Russia privilegerà il commercio con l'Asia e non ritornerà a rapporti commerciali pieni con l'Europa. Vedremo un aumento del volume d'affari tra Russia ed Asia. Ma l'esportazione delle merci dall'Asia alla Russia aiuterà l'export dalla UE verso l'Asia. Questo a sua volta compenserà le perdite dell'Unione Europea.

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