Tsipras: accordo 48 ore dopo il referendum

© REUTERS / Alkis KonstantinidisPrimo ministro greco Alexis Tsipras durante la sessione parlamentaria ad Atene, Grecia, il 28 Giugno, 2015
Primo ministro greco Alexis Tsipras durante la sessione parlamentaria ad Atene, Grecia, il 28 Giugno, 2015 - Sputnik Italia
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I risultati delle ultime rilevazioni a 48 ore dalla consultazione popolare che può cambiare il volto dell'Europa. Per i sondaggisti sarà un testa a testa.

A meno di due giorni dall'apertura delle urne che domenica ospiteranno il voto dei greci, chiamati a pronunciarsi sull'ipotesi di accordo con i creditori per il rinnovo del piano di aiuti, prosegue la campagna referendaria del governo Tsipras.

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Varoufakis. “Mi dimetto con la vittoria del si”

Una campagna decisamente schierata sul no all'accordo, così come confermato nelle ultime ore dal ministro per l'Economia, Yanis Varoufakis, che ieri ha ribadito quanto anticipato già all'indomani della decisione di indire un referendum: se vince il SI' sono infatti pronte le sue dimissioni.

Intervistato ieri dall'emittente greca Ant1, Alexis Tsipras ha mostrato fiducia, spiegando che con la vittoria del NO non farà altro che migliorare l'ultima proposta di accordo, sfumato a quanto pare per differenze ormai marginali.

"Questo accordo può essere il cattivo accordo che ci propongono o uno migliore: più forte è il NO, migliore sarà l'accordo".

Questa la teoria del premier ellenico, che ha confermato che se a vincere fosse invece il SI' è pronto ad avviare tutte le procedure previste dalla Costituzione per fare in modo che la proposta delle istituzioni europee diventi legge.

"Non metterò — ha detto Tispras adombrando ipotesi sulle sue dimissioni in caso di vittoria del SI' — la mia poltrona al di sopra degli interessi della nazione".

Sul piano delle previsioni dei sondaggisti greci, l'ultima rilevazione effettuata dalla società Alco per conto del quotidiano Ethnos, mostra posizioni molto vicine, con il fronte del SI' in vantaggio di un punto percentuale, con una quota pari al 44,8% degli intervistati. Con l'approssimarsi della scadenza referendaria scendono gli indecisi, arrivati ad essere "solo" l'11%. 

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