Tunisia, primi arresti per la strage di Sousse

© REUTERS / Amine Ben AzizaIl corpo di un turista ucciso dal terrorista il 26 giugno a Sousse, Tunisia.
Il corpo di un turista ucciso dal terrorista il 26 giugno a Sousse, Tunisia. - Sputnik Italia
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Le autorità di Tunisi danno notizia dei primi fermi di polizia: dietro l'attentatore ci sarebbe una cellula terroristica. Identificate 20 delle 38 vittime, mentre si teme il crollo del comparto turistico nel Paese: perdite fino a mezzo miliardo di euro.

"Abbiamo cominciato ad arrestare un primo gruppo, il cui numero è rilevante, di una rete che sta dietro a questo criminale terrorista".

Con queste parole il ministro degli Interni tunisino, Najem Gharsalli, ha riferito oggi sullo stato delle indagini partite subito dopo la strage di venerdì scorso, in cui Seifeddine Rezgui ha ucciso a colpi di kalashnikov 38 persone sulla spiaggia di Sousse.

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A proposito delle vittime, il ministro ha annunciato che 20 tra loro sono state identificate. A comunicarlo il ministero della Salute di Tunisi, che ha reso noto anche la loro nazionalità. Si tratta di 16 cittadini britannici, un belga, un tedesco, un portoghese ed un irlandese. Trenta dei 39 feriti sono già stati dimessi dagli ospedali della città.

Preoccupante la stima diffusa dal Ministero del Turismo, secondo cui il settore turistico alberghiero potrebbe, dopo il primo duro colpo inferto dalla strage del Bardo, subire un'ulteriore flessione. "Perdite ingenti" sono state annunciate dal ministro Salma Loumi, che ha parlato di 515 milioni di euro di potenziali ammanchi. Il turismo in Tunisia è la prima fonte di occupazione nonché il principale comparto economico del Paese, con il 7% dell'intero PIL. 

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