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Emendamenti firmati, via libera di Poroshenko a presenza truppe straniere in Ucraina

© AP Photo / Mikhail PalinchakPetr Poroshenko
Petr Poroshenko - Sputnik Italia
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Il presidente ucraino ha firmato gli emendamenti che espandono le condizioni per cui possono rimanere in territorio ucraino le truppe straniere. Tuttavia, nonostante le dichiarazioni di Kiev, queste norme non sono affatto predisposte dagli accordi di Minsk.

Oggi scade il termine convenuto dal "quartetto della Normandia" per il ritiro delle armi pesanti dal Donbass. Contemporaneamente il presidente dell'Ucraina Petr Poroshenko ha firmato gli emendamenti alla legge "disposizioni per la permanenza delle forze armate di altri Stati sul territorio dell'Ucraina", ampliando la lista delle condizioni in base alle quali truppe straniere possono rimanere nel Paese. In particolare una disposizione delle Nazioni Unite o dell'Unione Europea può essere motivo fondante per acconsentire la presenza di militari stranieri.

La legge del 4 giugno, "regola giuridicamente le questioni di conduzione di una missione internazionale di pace e di sicurezza in Ucraina nella parte dell'ampliamento dei motivi per l'ammissione e la permanenza delle forze armate di altri Stati sul territorio dell'Ucraina," — citano i media l'ufficio stampa di Poroshenko.

Questa legge integra l'atto normativo "disposizioni per la permanenza delle forze armate di altri Stati sul territorio dell'Ucraina." Il documento afferma che lo scopo della permanenza di forze militari straniere nel Paese potrebbe essere "la concessione all'Ucraina, su sua richiesta, di aiuto nella conduzione di una missione internazionale di pace e di sicurezza, sulla base della decisione delle Nazioni Unite o dell'Unione Europea."

Tramite gli emendamenti viene garantito il divieto di permanenza nel territorio dell'Ucraina delle forze armate di quegli Stati che conducono un'aggressione militare contro l'Ucraina. Come indicato nella nota, la legge è conforme agli accordi di Minsk.

Le questioni della normalizzazione della situazione nel Donbass vengono discusse nel corso degli incontri del gruppo di contatto a Minsk, che dallo scorso settembre ha adottato 3 documenti che disciplinano le azioni per la de-escalation del conflitto. L'ultimo documento del 12 febbraio, oltre al cessate il fuoco, al ritiro delle armi pesanti e alla creazione di una zona di sicurezza demilitarizzata, obbliga le autorità ucraine a condurre un dialogo diretto con i rappresentanti di Donetsk e Lugansk per indire elezioni amministrative, introdurre modifiche alla Costituzione dell'Ucraina, che assicurino il decentramento del potere, così come il consolidamento legislativo dello statuto speciale delle regioni di Donetsk e Lugansk. Il nuovo decreto del presidente dell'Ucraina non contempla le disposizioni di Minsk II.

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