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Armenia, deputati tra manifestanti e polizia. Cremlino vigile, chiede rispetto legalità

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Le proteste nel centro di Yerevan, che nel frattempo si sono diffuse nelle altre regioni, sono continuate tutta la notte, non solo nella capitale armena, ma anche nelle città di Gyumri e Vanadzor.

I manifestanti, che chiedono al governo di abbassare i prezzi dell'energia elettrica, si sono nuovamente rifiutati di formare un gruppo di iniziativa per incontrare il presidente Serzh Sargsyan. Gli esperti non escludono che il movimento di protesta, nato sotto slogan economici, acquisisca connotazioni politiche ed abbia conseguenze estremamente spiacevoli per le autorità, scrive "Kommersant".

E' proseguita fino al mattino la manifestazione del movimento civile "No alla rapina", schierato contro l'aumento delle tariffe sull'elettricità imposto dalla società "Reti elettriche dell'Armenia". La protesta si è svolta pacificamente: non si è arrivati a disperdere i manifestanti con l'impiego di attrezzature speciali, come accaduto la notte precedente. Tuttavia rinforzi di polizia sono stati dispiegati verso Piazza della Libertà e Corso Baghramyan, epicentro delle proteste.

Questa notte ha cercato di intromettersi e prevenire il ripetersi di una repressione violenta dei manifestanti un gruppo di parlamentari dell'Armenia, che rappresentano gli interessi del ceto medio e dell'imprenditoria locale. Il gruppo di iniziativa, che ha deciso di non permettere una ripetizione della repressione violenta della manifestazione, la notte scorsa è arrivato al Corso Baghramyan.

"La nostra presenza è un'ulteriore garanzia affinchè non venga usata la forza dalla polizia contro i manifestanti," — ha spiegato il deputato del Partito Repubblicano armeno al governo Samvel Farmanyan, giunto ad Yerevan con il vicepresidente del partito, il ministro dell'Istruzione e della Scienza Armen Ashotyan. Questa mattina al Corso Baghramian si trovavano circa mille manifestanti.

Il Cremlino ha commentato i disordini in Armenia.

La Russia osserva molto attentamente gli eventi in corso in Armenia e si augura che nel prossimo futuro la situazione si risolva nel rispetto della legalità. Questa dichiarazione è stata fatta ai giornalisti dal portavoce del presidente russo Dmitry Peskov.

"L'Armenia è il nostro partner più vicino, condividiamo legami storici con l'Armenia e il popolo armeno", — cita il portavoce del Cremlino "RIA Novosti".

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