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In Danimarca il centrodestra conquista il Parlamento

© AP Photo / Jakob Jorgensen/Polfoto via APElezioni in Danimarca
Elezioni in Danimarca - Sputnik Italia
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Alle elezioni danesi boom della destra populista che con il 21% dei voti diventa il secondo partito in Parlamento. Il premier Thorning-Schmidt: Perso per un soffio.

Risultato incerto fino all'ultimo e vittoria a sorpresa del blocco di centrodestra in Danimarca, dove i conservatori hanno riconquistato dopo 4 anni il governo del Paese. Grazie soprattutto all'exploit del Partito del popolo danese, formazione di destra populista e xenofoba che con il 21% dei consensi e 37 seggi diventa per la prima volta il secondo partito nel Folketing di Copenhagen. Primi con il 26% dei voti e 47 seggi (4 in più rispetto alle elezioni di 4 anni fa), ma sconfitti nel computo delle coalizioni, i socialdemocratici della premier uscente Helle Thorning Schmidt, che ha ammesso la sconfitta, annunciando tra l'altro le proprie dimissioni dal partito.

"Abbiamo perso per un soffio. Sono convinta che Loekke (Rasmussen) ami il nostro Paese e dovrebbe essere felice di ereditare una Danimarca in gran forma".

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Dal canto suo, il leader dei liberali di Venstre, Lars Lokke Rasmussen ha espresso soddisfazione, pur dovendo prendere atto di una flessione dei consensi del 7%, circostanza che non ha comunque ostacolato la vittoria, sostenuta come detto, dal boom dei populisti. Il blocco conservatore ha così ottenuto 90 seggi, contro gli 85 conquistati dal centrosinistra, sui 179 totali da assegnare.

"Quattro anni fa abbiamo riconsegnato le chiavi dell'ufficio del premier. Era solamente un prestito — ha dichiarato Rasmussen — c'è una maggioranza che ritiene che la Danimarca abbia bisogno di un nuovo governo e ci ha dato la possibilità di riprendere quelle chiavi".

Tra i temi della campagna elettorale danese forte è stato il richiamo alle politiche UE sui migranti, con una linea insolitamente più dura tenuta dal partito del premier Thorning Schmidt, proprio nel tentativo di arginare l'avanzata dei conservatori, portatori di un messaggio forte di chiusura a nuovi arrivi. A niente è dunque servito per il partito di governo confermare l'esclusione della Danimarca, come consentito dai patti europei, dalle quote di spartizione obbligatoria dei rifugiati previste dall'Agenda UE sui migranti.    

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