Le prime pagine italiane del 18 giugno

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La decisione dell'Ungheria di erigere un muro lungo il confine con la Serbia è la notizia di apertura per tutti i quotidiani italiani in questo giovedì 18 giugno. In primo piano poi le parole del Papa sul perdono per chi non accoglie i migranti.

"Migranti, nuovo muro in Europa". E' questo il titolo del Corriere della Sera che riassume nell'occhiello le posizioni di Germania e Regno Unito sulle quote e riporta la gaffe del leader 5 Stelle con "Berlino, quote vincolanti. Londra: solo risorse. Polemica per un tweet di Grillo su "topi e clandestini".

Stesso argomento per La Repubblica che nel titolo principale riporta delle parole di Bergoglio: "Ungheria, il muro contro i migranti. Il Papa: pentitevi". Poi nel catenaccio la dichiarazione, poi parzialmente ritrattata, del ministro dell'Interno Alfano ai sindaci: "Vanno smantellati i campi rom". Poi a centro pagina la protesta dei sindacati per alcuni articoli del Jobs Act: "Lavoratori controllati su pc e cellulari. Rivolta dei sindacati: colpo di mano, va fermato".

Per i migranti Il governo Renzi dovrebbe iniziare a battere i pugni al Parlamento europeo per chiedere a tutti gli Stati di fare la propria parte. - Sputnik Italia
Ungheria. Un muro per fermare i migranti

La Stampa apre con "Migranti l'Europa si chiude. E Salvini attacca anche il Papa". Il riferimento è alle parole del segretario leghista Matteo Salvini che, dopo il perdono invocato da Francesco per chi rifiuta di accogliere i migranti, aveva in qualche modo polemizzato per le posizioni espresse dal Pontefice.

E le parole di Papa Francesco fanno da titolo al cattolico Avvenire con "Francesco: perdono per chi non accoglie" ed un titolo speculare è quello dell'Osservatore Romano, edito dal Vaticano, che titola "Chiediamo perdono per chi chiude la porta".

"Muro Nostrum" è la scelta de Il Giornale che decide di fare un gioco di parole con l'operazione italiana nel Mediterraneo Mare Nostrum, sottolineando nel sommario che "l'Europa ha fallito".

Si torna alla politica interna con Il Fatto Quotidiano che continua la sua battaglia per la reintroduzione del falso in bilancio e opta per un paragone con i governi precedenti: "Bilanci falsi, Renzi peggio di B.", dove b sta per Berlusconi ed il riferimento è al recente esito di un processo che, in base alle nuove regole sulla materia, avrebbe dimostrato la "leggerezza" della nuova disciplina approvata dall'attuale esecutivo.     

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