Appello storico britannico: “è ora che l'Europa abbandoni la russofobia”

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La russofobia è stata a lungo una caratteristica degli europei, ma questa rappresentazione semplificata non porta da nessuna parte, è convinto Orlando Figes. Secondo lo storico, l'unico modo per uscire dalla crisi tra la Russia e l'Occidente sono l'abbandono degli stereotipi e la ricerca del dialogo.

L'Europa non ha altra via che ripristinare il dialogo con la Russia, ha detto in un'intervista con il giornale tedesco "Tageszeitung" lo storico britannico ed esperto di Russia Orlando Figes.

"Se crediamo che la Russia risponda solo con la forza, la situazione può soltanto peggiorare ulteriormente," — ha osservato. "L'unico modo possibile è quello di cercare di stabilire una nuova forma di dialogo, senza rinunciare contemporaneamente ai principi," — ritiene lo storico.

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La demonizzazione della Russia e la rinascita degli stereotipi della Guerra Fredda non contribuiscono ad instaurare il dialogo.

"Non aiutiamo noi stessi, consentendo alla russofobia di radicarsi nella nostra comprensione della Russia e nelle nostre aspettative da essa," — afferma Figes.

Secondo lo storico, la russofobia è apparsa molto prima della guerra fredda ed è una parte della rappresentazione dell'Europa stessa.

"I russi sono asiatici, Unni e demoni, noi no. Gli ucraini sono buoni, i russi sono cattivi. Nel XIX secolo i polacchi erano buoni mentre i cattivi erano i russi. E' una semplificazione che non porta a nulla e non giova a nessuno," — ha sottolineato Figes.

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