Tsipras: “Accordo possibile ma non taglio pensioni e sussidi”

© Sputnik . Sergey Guneev / Vai alla galleria fotograficaAlexis Tsipras, primo ministro della Grecia
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Il premier ellenico a tutto campo in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera: Se la Grecia otterrà qualcosa di buono aprirà la strada per tutti.

Una tenace difesa delle proprie posizioni e la ferma volontà di non tradire il mandato elettorale con cui i greci lo hanno mandato al governo in Grecia. E' questo il segnale che Tsipras manda all'Europa dalle colonne del Corriere della Sera, che nell'edizione di oggi lo ha intervistato dedicandogli il titolo di apertura.

Presentato dal quotidiano italiano come campione della nuova sinistra europea, Tsipras torna a spiegare le ragioni che lo spingono a pensare che sia necessario un nuovo paradigma europeo, proprio nei giorni caldissimi per Atene, con le trattative con i creditori in fase di stallo.

"Lavoreremo per annullare le distanze sulle finanze statali, portando delle proposte alternative lì dove vi sono delle richieste illogiche e non accettabili. Tutto ciò, tuttavia, avrà senso se anche da parte delle istituzioni vi sarà la volontà di trovare soluzioni serie sulla sostenibilità del debito".

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Questo il passaggio in cui il presidente del Consiglio greco descrive cosa succederà già da domani, con l'incontro a tre previsto con Merkel e Hollande. Tsipras ha parlato di soluzioni definitive da adottare, per evitare che ogni sei mesi si torni a parlare ciclicamente di Grexit. E ha parlato anche delle ricette degli ultimi 5 anni basate sull'austerity, individuandola come la vera causa della crisi profonda in cui si trova la Grecia. Differentemente che in altri paesi in cui le politiche di austerità sono state adottate in questi anni,

secondo Tsipras in Grecia "è stata attuata con una brutalità mai vista e ha portato a conseguenze sociali ed economiche rovinose".

In questo senso, le proposte dei partner del Brussels Group non tengono conto del mandato popolare ricevuto, oltre che dei principi di solidarietà e democrazia che, come sottolineato con grande enfasi dal leader greco, sono ragioni fondanti della stessa Europa. Proprio in fatto di proposte, il premier ellenico ha poi ribadito che nessuna delle misure sociali decise con l'avvento del governo a guida Syriza verranno abolite:

"Dopo 5 anni di austerità è inconcepibile che ci venga richiesto di abolire le pensioni più basse e i sussidi che riguardano i cittadini più poveri".

Un no secco anche sugli aumenti richiesti su energia e riscaldamento. L'avvertimento di Tsipras è poi rivolto ai paesi della sponda sud europea in tema di default:

"Sarebbe l'inizio della fine dell'Eurozona — dichiara — Se la leadership politica europea non può gestire un problema come quello della Grecia che rappresenta il 2% della sua economia, quale sarà la reazione del mercati per Paesi che affrontano problemi molto più grandi, come la Spagna o l'Italia che ha un debito pubblico di 2 mila miliardi?"

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