Grecia, dopo rinvio scadenze FMI torna il pessimismo

© REUTERS / Francois LenoirIl primo ministro Alexis Tsipras con il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker
Il primo ministro Alexis Tsipras con il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker - Sputnik Italia
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La nota con cui Atene ha detto al Fondo Monetario Internazionale che salderà il suo debito in un'unica soluzione a fine fa partire un nuovo conto alla rovescia: ora c'è un altro mese per raggiungere un accordo con i creditori.

All'ottimismo degli ultimi due giorni, caratterizzati da quella che gli analisti europei hanno definito "l'offensiva tedesca", ancora una volta si contrappongono oggi scenari pessimisti. Con la decisione di saldare l'intero debito con FMI in un'unica soluzione, ipotesi indirettamente accettata dal Fondo che si è richiamato ad una decisione analoga assunta negli anni '70, Atene torna a spaventare l'Europa ed i mercati.

"Le proposte presentate (dai creditori) aumenterebbero la povertà e la disoccupazione mentre serve una immediata convergenza verso proposte più realistiche"

Questo un passaggio della nota diffusa dal ministero delle Finanze ellenico. Come apparso con sempre maggiore chiarezza nel corso di questi mesi, Tsipras si trova ormai costretto a giocare la partita su due tavoli: quello di Bruxelles con i partner e le istituzioni europee da una parte, e quella delicatissima tutta interna con il suo partito e gli equilibri del suo giovane governo.

Non è un caso se proprio ieri il vicepresidente del Parlamento di Atene definiva "inevitabili" le elezioni anticipate in Grecia.

"O continuiamo con questi negoziati in fase di stallo — ha dichiarato Alexis Mitropoulos ai microfoni di Skay — oppure chiediamo alla gente da che parte dobbiamo andare".

Primo misitstro greco Alexis Tsipras - Sputnik Italia
Tsipras: “Presentata proposta di accordo”
Ora Tsipras ha fino al 30 giugno per staccare l'assegno da 1,6 miliardi di euro al Fondo Monetario Internazionale. Cifra che può arrivare solo dallo sblocco di nuovi prestiti e quindi dall'accordo con i creditori. Un azzardo per certi versi, ma anche un modo per mettere le istituzioni europee di fronte alla scelta di una linea più "morbida". Ancora una volta ieri il premier ellenico ha respinto le proposte avanzate da Bruxelles, sostenendo che le proposte fatte aumenterebbero "la povertà e la disoccupazione". Oggi è previsto un ulteriore vertice tra Tsipras e Juncker per riprendere il filo della trattativa. 

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