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Bardo, arrestato un ricercato a Tunisi

© AFP 2021 / Fethi BelaidСилы безопасности Туниса у музея Бардо
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SI tratta di un secondo marocchino, fermato domenica scorsa al confine libico. Caso Touil, le autorità tunisine inviano nuovi documenti ai magistrati italiani sul coinvolgimento dell'uomo, arrestato a Milano la scorsa settimana.

Le autorità tunisine hanno reso noto in queste ore di avere catturato un secondo ricercato per l'attentato al museo del Bardo. L'uomo, accusato di avere dato supporto indiretto al commando di attentatori che lo scorso 18 marzo hanno ucciso a Tunisi 24 persone, si chiama Noureddine al Naibi ed è stato arrestato domenica scorsa al confine con la Libia. Come riferito dal portavoce del ministro dell'Interno, Mohamed Ali Aroui, il fermato è un cittadino marocchino, individuato e arrestato dalle forze di polizia al posto di blocco presso la frontiera di Ras Jedir, al confine libico.

Secondo quanto riferito dalle autorità di Tunisi, l'uomo, uno dei cinque ricercati per avere dato supporto logistico ai terroristi del Bardo, è stato trasferito presso l'Unità nazionale Antiterrorismo per la prosecuzione delle indagini, così come disposto dal tribunale di primo grado della capitale tunisina.

© AP Photo / Salah Ben MahmoudLa polizia aiuta ad evacuare dal Museo del Bardo i turisti feriti
La polizia aiuta ad evacuare  dal Museo del Bardo i turisti feriti - Sputnik Italia
La polizia aiuta ad evacuare dal Museo del Bardo i turisti feriti

Intanto, sempre sul fronte delle indagini, dopo l'arresto in Italia di Abdel Majid Touil, da subito professatosi innocente nonostante penda su di lui un mandato di cattura di Tunisi, di ieri la notizia di ulteriori documentazioni, adesso al vaglio della Procura di Milano, inviate dai colleghi di Tunisi. Nelle carte, secondo quanto riferito dai media locali, ci sarebbero altre prove del suo coinvolgimento nella preparazione dell'attacco. Sul fronte italiano intanto la Digos e il Reparto Operativo Speciale dei carabinieri coordinati dalla Procura milanese non avrebbero ancora escluso che il giovane possa avere ceduto illegalmente il passaporto, usato poi con la sua identità nella preparazione dell'attentato.

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