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“Gli USA temono di lasciare l'Europa con il gas russo”

© Sputnik . Aleksandr MazurkevichСentrale del gas
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Gli Stati Uniti hanno fomentato la crisi politica in Macedonia per far allontanare Skopje dalla “cattiva compagnia” di Grecia e Serbia, Paesi che sostengono il progetto russo "Turkish Stream", suppone il politologo americano Paul Craig Roberts.

Tramite lo sfruttamento delle "opposizioni democratiche", Washington cerca di fermare la crescente influenza del settore energetico russo in Europa, ritiene il politologo americano ed ex funzionario Paul Craig Roberts.

Discutendo sul possibile interesse degli Stati Uniti nel cambio di potere in Macedonia, il politologo richiama l'attenzione sul rifiuto del governo macedone ad unirsi alle sanzioni americane e dell'Unione Europea contro la Russia e sul fatto che Skopje sostiene il progetto infrastrutturale di "Turkish Stream", tramite cui il gas russo potrà essere erogato in Europa attraverso la Turchia e il confine greco.

La Grecia, scrive Roberts, è sotto la forte pressione di Bruxelles e del Fondo Monetario Internazionale, così come degli istituti bancari tedeschi ed olandesi. La Serbia è un Paese che ha sofferto la prepotenza dell'Occidente: ricordiamo i bombardamenti della ex Jugoslavia da parte della NATO. I timori di Washington derivano dal fatto che la Macedonia, situata tra questi due Stati, entrerà a far parte dell'alleanza dei Paesi europei che sostengono i progetti energetici russi. "Washington teme la penetrazione del gas russo, ovvero un flusso incontrollato dagli Stati Uniti verso i Paesi europei tramite i territori degli alleati di Mosca in Europa."

Se gli Stati Uniti riusciranno ad ottenere il cambio di potere in Macedonia, afferma Roberts, Washington sarà in grado di frapporsi tra la Grecia e la Serbia per cercare di convincere Atene ad aderire al progetto americano di transito del gas verso l'Europa tramite l'Azerbaigian, riducendo così l'influenza della Russia in ambito europeo.

Il politologo richiama inoltre l'attenzione sulla presenza della minoranza albanese in Macedonia, che gli Stati Uniti sfruttano come strumento per il cambiamento non violento del governo e per difendere i propri interessi strategici. Contemporaneamente, rileva Roberts, il Dipartimento di Stato esprime preoccupazione per la crisi politica in Macedonia che gli Stati Uniti stessi hanno scatenato.

 

 

 

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