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Nuovo partito per Berlusconi

© Sputnik . Alexey Druzhinin / Vai alla galleria fotograficaSilvio Berlusconi
Silvio Berlusconi - Sputnik Italia
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La leadership sarà affidata a un suo “erede”, senza passare per le primarie. L’ex premier ha annunciato una svolta politica richiamando tutte le forze moderate del paese. E’ una scelta necessaria – dice - perché siamo “in una democrazia sospesa”.

Un nuovo partito a breve per Silvio Berlusconi. Ad annunciarlo l'ex premier ieri dapprima in un'intervista a canale 21 e poi al Tg5 delle 20. Il futuro soggetto politico a cui il Cavaliere sta lavorando "non si chiamerà Partito dei Repubblicani, ma sarà un movimento che abbraccerà tutti i moderati italiani", afferma Berlusconi, aggiungendo che la leadership sarà affidata a un suo "erede".

"Ci sono due o tre persone che potrebbero prendere il mio posto, ma di sicuro non ci saranno primarie all'interno di Forza Italia, perché la storia insegna che i grandi leader come De Gasperi, Craxi e Berlusconi non sono mai passati per le primarie".

Da Napoli, oggi, nel corso di una conferenza stampa, rispondendo a Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, che ha commentato:

"Non ci sono eredi e dinastie ma cittadini che dovranno scegliere il programma e i candidati per sfidare Matteo Renzi. Non penso ci sia un diritto di sangue".

Berlusconi aggiunge:

"Ci sono già protagonisti nel centrodestra che probabilmente saranno in grado di proporsi come leader, poi saranno gli elettori a scegliere. Soltanto nelle monarchie, il leader — cioè il re — sceglie il suo successore. In democrazia, il leader viene scelto dal popolo".

Ma sulle primarie, l'ex presidente del Consiglio è categorico:

"Ho già disdetta questa ipotesi perché sono manipolabilissime, non sono previste dalla Costituzione, e infine perché con le primarie la sinistra ha offerto in alcune città i peggiori sindaci della loro storia".

Berlusconi non ha risparmiato la stoccata al Carroccio e a chi gli chiede se non teme di fare la ruota di scorta di Salvini qualora la Lega dovesse portare a casa buoni risultati alle regionali, ha così replicato: "In tutti i Paesi europei, la destra non è mai riuscita a conquistare il governo: non è con una destra che si pone in una dimensione provocatoria che si riesce a catturare il consenso per governare il Paese".

Questo annuncio arriva a pochi giorni dalle elezioni regionali che per Forza Italia si preannunciano difficilissime, con il partito dilaniato dalle correnti, Fitto già uscito e Verdini a un passo dall'addio. Anche se Berlusconi non intende guidare il nuovo soggetto politico, non pensa di rinunciare al suo impegno in partita: "Anche da bordo campo — dice — sento la responsabilità e il dovere di occuparmi ancora di quello che succede. La sinistra ha preso tutte le poltrone e anche gli strapuntini. Sento il dovere di mettere a disposizione del paese che amo, le mie esperienze di uomo di Stato e, perché no, d'imprenditore".

Sembra quindi che il tentativo di Silvio Berlusconi di guardare a tutte le forze contemporanee dell'Italia moderata e probabilmente anche al 43% del popolo dei non votanti, sia serio e ponderato.

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Berlusconi. “Sono fuori dalla politica”.

"Quello che vedo ora — afferma l'ex premier — è qualcosa che mi preoccupa grandemente. Siamo in una democrazia sospesa. Questo è il terzo governo non eletto dal popolo. Abbiamo una maggioranza che si fonda su 130 deputati che la Corte Costituzionale ha giudicato incostituzionali. L'opposizione in Parlamento manca di un suo coordinatore e leader fatto fuori con un uso politico della giustizia. Sono stato messo fuori dalla politica a seguito di una sentenza incredibile che sarà presto cambiata dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo e a seguito della legge Severino, che mi ha reso incandidabile per sei anni."

Anche per questo le imminenti elezioni regionali sono "più importanti delle altre volte. La sinistra ovunque sia andata ha governato male, ha alzato le tasse, in molti, troppi settori ci sono lamentele forti. Bisogna votare per cambiare, non è un'occasione di voto come le altre". Il voto, ha aggiunto poi Berlusconi ai microfoni del Tg5, "è stato messo il 31 maggio perché si ritiene che i moderati facciano il ponte. Bisogna andare a votare perché non è solo un dovere, ma anche un diritto".

E, se di campagna elettorale si tratta, l'ex premier — stavolta in una intervista a Telecolore — non si sottrae ad un commento su Stefano Caldoro: "Ha ben governato. Mi ha fatto molto piacere leggere nel suo programma che ha messo a disposizione 500 milioni di euro come assegno di dignità, per le casalinghe e per le famiglie che non arrivano alla fine del mese — aggiunge l'ex premier — Credo che Caldoro abbia lavorato davvero molto bene e si sia circondato di persone capaci in giunta. Non è un professionista della politica, perché molto spesso sono stato io, quando era con me al governo, ad intervenire per tenerlo in politica. Credo che questo piaccia alla gente, perché non lo fa per un tornaconto personale. De Luca non lo conosco. Ho letto quello che ha avuto coraggio di dire Enrico Letta su di lui e credo possa essere un giudizio che si possa condividere."

Domenica sera, Silvio Berlusconi sarà ospite per la prima volta da Fabio Fazio nel programma ‘Che tempo che fa', in attesa di nuove rivelazioni. 

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