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Rapito in Siria il priore Murad, della stessa comunità di padre Dall’Oglio

© Sputnik . Dmitriy Vinogradov / Vai alla galleria fotograficaViolenze in Siria
Violenze in Siria - Sputnik Italia
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Jacques Murad, Priore del Monastero di Mar Elian, è stato prelevato da due sequestratori armati. Lo dice l'agenzia vaticana Fides. La notizia è stata confermata dall’arcidiocesi siro cattolica di Homs.

Prelevato dal Monastero di Mar Elian sotto la minaccia delle armi e rapito. E' quanto è accaduto al sacerdote Jacques Murad, Priore del Monastero. Secondo alcune fonti locali, contattate dall'Agenzia vaticana Fides, il sequestro sarebbe avvenuto lunedì 18 maggio, mentre altre fonti sostengono che il sacerdote è stato rapito nella giornata di giovedì 21 maggio. La notizia è stata confermata oggi dall'arcidiocesi siro cattolica di Homs. Secondo alcune fonti locali, insieme a padre Jacques sarebbe stato prelevato dai rapitori anche il diacono Boutros Hanna. Ma tale indiscrezione non è stata confermata dall'arcidiocesi siro-cattolica di Homs. Le stesse fonti ipotizzano che, dietro il rapimento, ci siano gruppi salafiti presenti nella zona, che si sono sentiti rafforzati dai recenti successi dei jihadisti di al-Nusra e dello Stato Islamico in territorio siriano.

Secondo le prime ricostruzioni, il rapimento sarebbe stato realizzato da due uomini armati giunti in moto al Monastero di Mar Elian. I sequestratori avrebbero costretto padre Jacques a mettersi alla guida della propria auto e, sotto la minaccia delle armi, gli avrebbero imposto di dirigersi verso una destinazione sconosciuta. 

Padre Jacques Murad fa parte della stessa comunità di padre Paolo Dall'Oglio. E' il parroco della comunità di Qaryatayn, 60 chilometri a sud est di Homs. L'insediamento monastico di Mar Elian, collocato alla periferia di Quaryatayn, rappresenta una filiazione del Monastero di Deir Mar Musa al Habashi, rifondato proprio dal gesuita italiano, padre Paolo Dall'Oglio, rapito il 29 luglio 2013, mentre si trovava a Raqqa, capoluogo siriano da anni sotto il controllo dello Stato Islamico.

La città di Qaryatayn è stata più volte bombardata. Proprio padre Jacques, insieme a un avvocato sunnita, aveva assunto la funzione di mediatore per garantire che il centro urbano di 35mila abitanti fosse risparmiato dagli scontri armati. Nel Monastero sono stati ospitati centinaia di rifugiati, compresi più di cento bambini sotto i dieci anni. 

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