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La Francia dice no alle quote sui migranti

© AP PhotoItalian Navy on Sunday, June 15, 2014, and taken on Saturday, June 14, 2014, a boat filled with migrants receives aid from an Italian Navy motor boat off the coast of Sicily, Italy. The Italian coast guard and navy have rescued more than 300 migrants.
Italian Navy on Sunday, June 15, 2014, and taken on Saturday, June 14, 2014, a boat filled with migrants receives aid from an Italian Navy motor boat off the coast of Sicily, Italy. The Italian coast guard and navy have rescued more than 300 migrants. - Sputnik Italia
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"È fuori discussione che vi possano essere delle quote sui migranti".

Così il presidente francese, Francois Hollande, ieri a Berlino, incontrando la cancelliera Merkel, sul problema delle quote dei rifugiati proposte dalla Commissione, già criticate nei giorni scorsi dal primo ministro Valls.

Hollande si è detto d'accordo con la necessità di distribuire i rifugiati in Europa, ma ha specificato che occorre fare una distinzione fra gli immigrati che arrivano per motivi economici, pensando di trovare lavoro e nuovo benessere, e quelli che hanno diritto all'asilo politico.

 Il capo dell'Eliseo ha chiarito che la Francia rifiuta il concetto di quota, precisando: "Non si può dire a qualcuno che ci sono persone arrivate prima e che la quota è stata raggiunta, perché c'è chi ha più diritto di altri di restare. Abbiamo delle regole sul controllo delle frontiere e sulla gestione dei flussi migratori. Il diritto d'asilo non segue nessuna quota, non avrebbe senso. Respingiamo questa nozione che è contraria ai nostri principi".

Il presidente francese ha poi sollecitato i paesi che solitamente non offrono accoglienza a fare la loro parte, sottolineando che Francia e Germania "parlano con un'unica voce" in merito.

Matteo Renzi ha reagito duramente al crescente coro di critiche contro il sistema delle quote a cui si erano unite, ancor prima della Francia, Gran Bretagna, Ungheria, Polonia e quasi tutti i paesi dell'Est europeo, dichiarando: "Vorrei ci fosse un pochino più di umanità in Europa. Questa cosa che stanno attenti allo spread e non alle persone che muoiono mi innervosisce un po'. I paesi europei devono accettare le quote, non è che mandano le navi e lasciano gli immigrati a Pozzallo. È una partita complicata, ma gli europei devono avere la consapevolezza che qui non c'è in ballo l'Italia, ma la dignità dell'Europa ".

La Commissione europea cerca di smorzare i toni della polemica. Il primo vicepresidente e braccio destro di Juncker, Frans Timmermans, che è uno dei coautori del progetto sulle migrazioni, sostiene che la proposta di Bruxelles "non è a rischio". E rispetto alle critiche francesi, sdrammatizza: "Non ho visto un "no" da parte di Parigi. Ho visto delle domande sulle quote. Vediamo quali sono specificamente queste domande e proveremo a trovare delle soluzioni".

 

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